Davvero una brutta figura quella che ha dovuto subire una giovane di 25 anni, che aveva affermato di essere una mamma single per ottenere dei vantaggi economici salvo poi vedersi scoprire a causa di alcune foto postate su Facebook. Le immagini la ritraevano infatti felice al suo matrimonio. Chanice Bowen aveva ottenuto in maniera indebita circa ventiseimila euro dopo aver mentito a dei funzionari pubblici riguardo al suo attuale stato sentimentale. A questi la ragazza aveva affermato di essere single mentre in realtà aveva un fidanzato con il quale si sarebbe poi sposata. Infatti tutto è venuto alla luce quando gli stessi funzionari hanno scovato le foto della loro unione in chiesa con tanto di dedica: “I migliori anni della mia vita, amo mio marito”. Chanice posa in tradizionale abito da sposa bianco, sorridente e con le damigelle al suo fianco, per poi comparire anche con il suo uomo nella festa di nozze. Quando il Ministero del Lavoro l’ha citata in giudizio, alla domanda rivoltale in tribunale su cosa stesse facendo in quelle immagini, la Bowen ha risposto semplicemente di non riuscire a ricordare.

Vergogna

I soldi che ha percepito vengono da sussidi stilati apposta per chi ne ha davvero bisogno, categoria nella quale rientrava anche lei dopo aver avuto un figlio dal precedente compagno col quale ha poi rotto. L’uomo si chiama Lee Mapstone, ha 26 anni e fa il meccanico e con Chanice Bowen è stato sposato per tre anni. La donna aveva affermato che a gennaio 2013 Mapstone aveva lasciato il tetto coniugale, e visto che la ragazza era madre e non lavorava erano scattati gli aiuti previdenziali. Ma ad ottobre 2013 ha contratto matrimonio con l’attuale marito, come si è poi scoperto. Oltre alla cerimonia sono emersi altri dettagli, come la nascita di una figlia ed una vacanza in Spagna. La difesa parla di avidità volta però a garantire alla bambina di Chanice Bowen una esistenza dignitosa, e mandarla in carcere potrebbe avere risvolti devastanti sulla sua vita di famiglia”. Il giudice ha definito questo tipo di reato “facile da commettere e difficile da rilevare, ma chi agisce in maniera disonesta mette a dura prova le finanze pubbliche creando difficoltà alla gente cui spetterebbero davvero quei fondi”, e ha poi stabilito che la donna fosse trattenuta in custodia cautelare.

S.L.

 

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