Il piccolo Jak (foto Facebook)

Fa ancora discutere in Gran Bretagna la vicenda del piccolo Jak, il quale ha riportato un’orribile ferita alla testa dopo che un bullo l’ha spinto contro un palo di metallo. Il bambino ha subito un trauma cranico delle dimensioni di una pallina da tennis che gli ha fatto gonfiare la testa. A portarlo in ospedale è stata la madre Laney, dopo che il bernoccolo aveva raddoppiato le sue dimensioni e la ferita era divenuta di color rosso vivo e si era infettata. I medici sono dovuti intervenire con urgenza e il bambino ha subito un doppio intervento chirurgico. Ma adesso gli è stato permesso di tornare nella sua casa di Shropshire, anche se le sue mani, le braccia e i polsi sono “ancora molto doloranti”.

La sua mamma, nelle scorse ore, ha postato un messaggio strappalacrime sui social media, descrivendo come suo figlio vomita ogni volta che gli dà antibiotici. “La realtà è ancora molto dura”, scrive la donna sulla pagina Facebook ‘Justice For Jak’, dove raccoglie le proprie impressioni e dà costanti aggiornamenti sullo stato di salute del piccolo. Laney spiega come, dopo il rientro a casa, ha passato le notti a controllare con una torcia che il figlio dormisse sereno, poi ha spiegato che a causa dei dolori che ancora ha “faccio i compiti per lui”. Deve anche prestare attenzione al figlio di nove anni, che ovviamente vuole giocare ma arreca disturbo al fratellino.

Laney, che per stare vicino al figlio dopo il dramma si è presa dodici giorni di permesso dal lavoro, sottolinea come non riesca a togliersi dalla testa l’immagine del figlioletto steso su un letto d’ospedale. Jak è stato portato in ospedale il mese scorso dopo che la sua ferita è stata infettata. Più tardi è tornato a casa con tre serie di antibiotici, in tempo per festeggiare il suo settimo compleanno il giorno successivo con una festa speciale. Ma non si è potuto godere i festeggiamenti perché i suoi “dolori alla testa erano così acuti che non poteva far fronte al rumore”. Infatti, Jak, durante la festa, si rifugiò in bagno e qui restò nascosto. Giorni dopo, la ferita di Jak – che era “piena di sangue” – ha cominciato a perdere il puss. Successivamente è stato sottoposto ad un’operazione in ospedale, poi a un’altra ancora. Laney si era detta “scioccata” da quanto siano gravi gli effetti del bullismo, sia “mentalmente” che “fisicamente”.

Le accuse alla scuola

La donna aveva anche accusato l’istituto scolastico di Telford, frequentato dal figlio, che non aveva “fatto niente”. Un portavoce della polizia di West Mercia inizialmente ha detto che le forze dell’ordine avevano ricevuto “un rapporto di un’aggressione in una scuola nell’area di Telford in cui era rimasto ferito un ragazzo di sette anni”. Aveva aggiunto: “Stiamo attualmente lavorando con la scuola e le famiglie interessate per stabilire esattamente quello che è successo”. In una dichiarazione successiva, il sovrintendente Tom Harding ha dichiarato: “Capiamo che le persone sono, giustamente, preoccupate per il danno riportato da questo ragazzo che aveva subito un danno minore durante un alterco con un altro alunno a scuola, poi ha purtroppo sviluppato un’infezione. L’età della responsabilità penale in Inghilterra è di 10 anni e quindi i minori di 10 anni non possono essere responsabili penalmente per le loro azioni”.

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GM