La Corea del Nord minaccia gli Usa col nucleare

(Photo credit should read ED JONES/AFP/Getty Images)

Choe Ryong-hae, il secondo più potente ufficiale della Corea del Nord secondo alcuni analisti, ha risposto a muso duro agli attacchi degli Stati Uniti: “Risponderemo a una guerra totale con una guerra totale, e a una guerra nucleare con il nostro stile di un attacco nucleare. Il Paese è pronto ad affrontare qualsiasi minaccia posta dagli Stati Uniti”. Questo monito è stato lanciato in occasione della grande parata militare in corso a Pyongyang per festeggiare il 105mo anniversario della nascita del padre della patria Kim Il-sung. Choe ha criticato il presidente Donald Trump per “la creazione di una situazione di guerra nella penisola coreana con l’invio di mezzi militari strategici nella regione”. Secondo gli analisti militari questi missili potrebbero un giorno essere in grado di colpire bersagli fino agli Stati Uniti, anche se la Corea del Nord non li ha ancora testati. Nella parata andata in scena nella giornata di ieri i soldati nordcoreani hanno portato in piazza anche un altro grande razzo mai visto prima, delle dimensioni di uno a lunga gittata. Carri armati, lanciarazzi multipli, pezzi d’artiglieria e un missile a combustibile solido progettato per essere sparato da sottomarini: tutto questo ha fatto parte della sfilata a Pyongyang. Non poteva mancare anche il potente missile a medio raggio ‘Musudan’, il quale volendo potrebbe raggiungere le basi aeree statunitensi a Guam. Ovviamente presente anche il leader Kim Jong-un, in abito nero e camicia bianca, inquadrato più volte dalla Tv di stato.

“La guerra potrebbe scoppiare in ogni momento”. Ha detto così il ministro degli Esteri cinese Wang Yi sulla crisi con la Corea del Nord. ”Si ha la sensazione che un conflitto potrebbe scoppiare da un momento all’altro – ha proseguito -. Penso che tutte le parti interessate dovrebbero mantenere alta la vigilanza per quanto riguarda questa situazione”. Ancora più forti le dichiarazioni di un portavoce del Comando generale di Pyongyang in una dichiarazione rilanciata dall’agenzia ufficiale Kcna: ”Siamo pronti a prendere le più dure contromisure contro gli Stati Uniti se continueranno con le provocazioni. Le nostre controazioni più dure contro gli Usa e i loro vassalli saranno prese senza alcuna pietà, tali da non permettere all’aggressore di sopravvivere”. La chiosa è quella ancora del ministro degli esteri cinese Wang Yi: ”In un’eventuale guerra tra Corea del Nord e Stati uniti non ci possono essere vincitori. Invitiamo tutte le parti a smettere di provocare e minacciarsi a vicenda e a non permettere che la situazione diventi irreparabile e fuori controllo”.

Ma quali sono le reazioni nel resto del mondo verso questa vicenda? Il Cremlino, per esempio, si dice molto preoccupato per le crescenti tensioni nella penisola coreana e ha invitato alla prudenza tutti i paesi per astenersi da qualsiasi atto provocatorio. Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “E’ con grande preoccupazione che stiamo guardando l’escalation delle tensioni nella penisola coreana: invitiamo tutti i paesi a dar prova di moderazione e ammoniamo contro qualsiasi azione che potrebbe portare a misure provocatorie”. Dal Pentagono invece non arriva nessuna dichiarazione in merito e non viene nemmeno confermato l’attacco preventivo alla Corea del Nord nel caso di imminente test nucleare da parte di Pyongyang, indiscrezioni riportate dalla Nbc. Infine, i collegamenti aerei tra Pechino e Pyongyang della Air China saranno sospesi da lunedì, come reso noto dalla tv cinese Cctv.

M.O.
TUTTE LE NEWS DI OGGI – VIDEO