(Foto dal web)

Il Papa, al termine della Via Crucis del Venerdì Santo che si è tenuta al Colosseo, ha fatto una lunga preghiera introducendo ogni periodo con la parola “vergogna”: «per le immagini di devastazione diventate ormai ordinarie nella nostra vita; per quando ti abbiamo venduto e tradito scappando dalle nostre responsabilità; per la nostra voce squillante nel difendere i nostri interessi e timida nel parlare di quelli altrui». Poi il pontefice ha proseguito nel ricordare che, almeno, Dio non serba rancore e abbiamo «la speranza sicura che i nostri nomi sono incisi nel suo cuore, e che la sua Croce trasforma i nostri cuori induriti in cuori di carne capaci di sognare, di perdonare e di amare». Per la prima volta le meditazioni delle singole stazioni della via Crucis, sono state affidate ad una donna laica, Anne-Marie Pelletier, teologa e biblista che ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della presenza femminile nella storia della salvezza, della sua forza e della sua tenacia. A tal proposito è stata citata Etty Hillesum, uccisa ad Auschwitz nel 1943, con l’incredibile attaccamento alla vita che la caratterizzava e di lode della sua bellezza, nonostante tutto. La celebrazione è stata tenuta sotto stretta osservazione dalle forze dell’ordine, molte le misure di sicurezza prese, chiaramente. Il Papa al suo arrivo si è intrattenuto qualche minuto con il Sindaco Raggi per un saluto e un breve scambio di battute. Il tempo che stiamo vivendo è fortemente delicato, «nel mondo c’è molto da piangere», aggiunge il Santo Padre, e mai come oggi è necessario credere che la Croce sia una «collocazione provvisoria» (don Tonino Bello).

 

SDS