Corea del Nord, il monito degli Usa: “Valutiamo tutte le opzioni”

Donald Trump (The Asahi Shimbun via Getty Images)

Il governo Usa sta valutando “una serie di opzioni” in risposta a quello che considera uno “schema provocatorio” della Corea del Nord. A renderlo noto è il consigliere per la Sicurezza nazionale H.R. McMaster, dopo il fallito lancio missilistico di Pyongyang. “Il presidente Trump è stato chiaro nell’affermare che non accetterà la minaccia nordcoreana verso gli Stati Uniti e i suoi alleati e partner nella regione”, ha aggiunto. Con l’obiettivo di “agire in modo da evitare il peggio”. Trump ha fatto sapere che la  Cina sta “collaborando con noi” sulla questione, fornendo così la prima conferma ufficiale in questo senso.

Le tensioni tra Corea del Nord e Stati Uniti erano già al livello di guardia dopo che gli Stati Uniti avevano schierato un gruppo d’attacco navale nelle acque della penisola coreana – una mossasubito denunciata dalla Corea del Nord. Sabato scorso, poi, Pyongyang aveva messo in campo il suo arsenale letale. Tra gli strumenti messi in mostra, missili balistici e quelli che sembrano essere nuovi missili intercontinentali in grado di colpire la terraferma Usa. La Cprea del Nord non ha però eseguito il suo sesto test nucleare, come molti temevano. Un funzionario della casa Bianca ha dichiarato che in quel caso “gli Usa avrebbero intrapreso altre azioni”.

Il vicepresidente americano Mike, impegnato in una visita di dieci giorni in Asia, ha dichiarato alle truppe Usa: “La provocazione nordcoreana è solo l’ultima avvisaglia dei rischi che corriamo ogni giorno nella difesa della libertà del popolo sudcoreano e dell’America in questa regione del mondo”. Nel mese scorso migliaia di truppe, carri armati e altri mezzi bellici Usa e sudcoreani sono stati schierati per le esercitazioni militari congiunte più importanti di tutti i tempi. Di la decisione della Nord Corea di lanciare minacce d’attacco “di routine” nei confronti dei suoi rivali in caso di aggressione.

La posta in gioco
Pence ha visitato il confine demilitarizzato tra le Coree e in giornata incontrerà il premier sudcoreano Hwang. Pence ha definito ancora “una provocazione” l’ultimo, fallito test missilistico nordcoreano. Un missile lanciato nella notte fra sabato e domenica scorsi da una postazione sulla costa orientale nordcoreana ed esploso a mezz’aria, mentre il suo aereo, l’Air Force Two, era in volo sopra il mare di Bering, da poco decollato dall’Alaska. Secondo alcuni analisti, a interromperne la traiettoria potrebbe essere stato un cyberattacco degli Stati Uniti, ma l’ipotesi non trova al momento alcuna conferma ufficiale. “L’era della pazienza strategica è finita” con la Corea del Nord, ha chiarito ad ogni modo Pence, aggiungendo che gli Usa e i loro alleati utilizzeranno “mezzi pacifici o in ultima analisi qualsiasi mezzo necessario” per proteggere la Corea del Sud e stabilizzare la regione.

La Cina, dal canto suo, sta lavorando con gli Usa per risolvere “il problema” nordcoreano, afferma il presidente Donald Trump. “Perché dovrei chiamare la Cina un manipolatore di valuta quando sta lavorando con noi sul problema nordcoreano? Vediamo cosa succede!”, ha scritto ieri alle otto di mattina il presidente Usa dalla sua residenza di Mar-a-Lago. Seguito da un semplice: “Buona Pasqua a tutti”. La pressione della Cina su Pyongyang è, a detta di tutti gli analisti, l’unica strada possibile per una soluzione della crisi: i cinesi sono gli alleati numero uno del regime, anche se negli ultimi mesi i rapporti tra le due Capitali si sono progressivamente raffreddati. E i nordcoreani sono andati verso posizioni via via più estreme, scontentando Pechino. La speranza di Trump è che la Cina usi le sue “leve straordinarie” per fare in modo che Pyongyang abbandoni il suo programma missilistico e nucleare.

(Websource / Daily Mail)

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