Manda in bancarotta l’azienda per fare la bella vita, arrestata madre di tre figli

Una donna inglese è stata condannata per aver sottratto 100.000 sterline all’azienda in cui lavorava, costringendo la stessa a licenziare sei persone, compreso suo fratello. Natalie Akinola, 32 anni, aveva utilizzato il denaro per comprare abiti firmati e per pagarsi una lussuosa vacanza ad Ibiza, scatenando l’ira e la delusione dei suoi colleghi. Russ Blackburn, 44 anni, titolare dell’azienda ‘ESS Birmingham Ltd’, non ha nascosto all’edizione online del Sun il suo disappunto: “La consideravamo un’amica e non solo una semplice dipendente, è stato un vero e proprio tradimento. Nessuno di noi voleva entrare in quell’aula di tribunale e vedere la sua famiglia soffrire in quel modo. Ha tre figli che ora andranno incontro a grandi sofferenze, uno di loro è anche compagno di classe dei miei bambini. Mi spiace per loro ma la sentenza è giusta. In questo modo i fornitori hanno riottenuto i soldi e le persone licenziate hanno riavuto il posto”. Blackburn, che ha fondato l’azienda 12 anni fa, ha spiegato di essersi ritrovato con 70.000 sterline di debiti, di cui 37.000 di tasse non pagate, e che ci sono volute diverse settimane per ricostruire l’accaduto, tanto era sofisticato lo stratagemma utilizzato dalla Akinola. La donna, amministratore d’ufficio, ha iniziato a rubare soldi dalla ditta appena due giorni dopo aver ricevuto l’autorizzazione per effettuare i pagamenti di maggio 2015.

Questo è tradimento

Anche la moglie di Blackburn è rimasta scioccata dall’accaduto: “Pensavo fosse una mia amica, ora per colpa di quello che ci ha fatto non riesco più a fidarmi di nessuno. E’ stato devastante”. Mentre l’azienda colava a picco, Natalie Akinola ha avuto anche la faccia tosta di partecipare all’addio al nubilato della moglie di Blackburn e di appropriarsi del denaro che la coppia, dopo averlo ricevuto come regalo di nozze, aveva deciso di immettere nell’azienda per pagare degli stipendi arretrati. Natalie ha ammesso in tribunale di aver rubato 97.198 sterline. La truffa è stata svelata lo scorso agosto quando i titolari dell’azienda hanno ricevuto un sollecito dal tribunale di contea per delle tasse non pagate, compito che spettava proprio a Natalie Akinola. La donna in un primo momento si è addirittura offerta di versare personalmente l’importo non pagato – ovviamente usando i soldi rubati – salvo poi ammettere alle forze dell’ordine di aver commesso il grave illecito usando come scusa iniziale un presunto debito di gioco non saldato da una terza persona. L’avvocato difensore della donna, nel tentativo di salvare il salvabile, ha dichiarato alla corte che la sua assistita ha mostrato pentimento e che in aggiunta è l’unica persona che possa occuparsi dei tre figli, ma il giudice ha deciso comunque di condannarla a 18 mesi di reclusione.

S.L.

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