Biancamaria Spricigo (foto dal web)

Biancamaria Spricigo, giovane avvocatessa e ricercatrice dell’Università Cattolica di Milano, si è spenta a 33 anni, uccisa dal cancro, contro il quale aveva lottato per due anni. La giovane donna, oiginaria di San Polo di Piave, in provincia di Treviso, si era trasferita nel capoluogo lombardo dopo il diploma e nel 2008 si era laureata in giurisprudenza. Successivamente aveva praticantato per due anni in uno studio legale della città, quindi aveva superato l’esame di Stato e si era potuta iscrivere all’albo degli avvocati.

A quel punto, la giovane prova a realizzare il suo sogno di divenire una specialista in criminologia e intraprende la carriera di ricercatrice con tre anni di dottorato in “Criminal Law, Criminology & Restorative Justice”, con un periodo di studio all’Università del Minnesota, in Usa, e poi come assegnista di ricerca presso l’Unicatt, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sempre a Milano. Nel corso degli studi universitari, Biancamaria Spricigo ha incontrato anche l’amore della sua vita e circa tre anni fa si era sposata. Nel giro di pochi mesi, però, tutti i suoi sogni e i suoi progetti devono scontrarsi con la dura realtà della malattia, che all’inizio si manifesta con un dolore insistente alla schiena. Dopo la diagnosi, per Biancamaria Spricigo inizia un lungo calvario, conclusosi martedì: nel pomeriggio di oggi, presso la chiesa parrocchiale di San Polo di Piave, parenti e amici l’hanno salutata per l’ultima volta.

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GM