Ciclismo, è morto Michele Scarponi

Michele Scarponi (Photo by Pierre Teyssot/Action Plus via Getty Images)

Tragedia nel mondo del ciclismo. Questa mattina è morto, travolto da un furgone, Michele Scarponi, il quale avrebbe compiuto 38 anni a settembre. Il Campione di Osimo è rimasto vittima di un incidente stradale intorno alle 8 mentre era in sella alla sua bicicletta tra le strade di casa, a Filottrano. Da una prima ricostruzione il corridore percorreva via dell’Industria quando a un incrocio è stato travolto da un furgone, il cui conducente pare non abbia visto il ciclista dell’Astana, che gli ha tagliato la strada. Un impatto tremendo che non gli ha lasciato scampo. E dire che, da corridore esemplare e professionista fino in fondo, era tornato a casa solamente nella serata di ieri dopo aver concluso il Tour of Alps, il vecchio Giro del Trentino, dove peraltro aveva pure vinto una tappa, qualche giorno fa ad Hungerburg, in Austria.

Un riscontro dolceamaro l’ha lasciato pure il suo ultimo post su Twitter, risalente proprio alla serata di ieri, con una foto che lo ritrae allegro e sorridente giocare con i suoi due piccoli bambini, con addosso le due maglie da leader che lui stesso aveva portato per altrettante tappe nel Tour of Alps.

Scarponi era passato professionista nel 2002, ed era noto a tutti per le grandi doti di scalatore. Aveva anche vinto il Giro d’Italia 2011 dopo la squalifica di Alberto Contador, ed era stato appena promosso capitano della squadra kazaka per il prossimo Giro d’Italia, dopo il forfait di Fabio Aru. Il suo palmares è di tutto rispetto, nonostante lui fosse principalmente un gregario, come dicevamo, ovvero un ciclista al servizio del proprio capitano, sacrificando spesso la propria sete di vittoria. Oltre al già citato trionfo al Giro d’Italia, vanta tappe alla Tirreno Adriatico, al Giro del Trentino, al Giro di Catalogna e al Gran Premio Costa degli Etruschi nel 2013, che era rimasto per diversi anni il suo ultimo successo, prima della vittoria al già citato Tour of Alps di lunedì scorso.

Marco Orrù