Cambia la legittima difesa: cosa prevedono le nuove norme

(websource/archivio)

Dopo un lungo dibattito legato a controversi episodi di cronaca, arrivano le modifiche al codice penale per quanto concerne la legittima difesa. La legge, dopo l’approvazione di Montecitorio prevista oggi, dovrà passare al Senato, ma per molte forze politiche sono ancora tanti i rischi per chi si difende, anche se la norma prevede ad esempio in maniera esplicita la “reazione ad un’aggressione commessa di notte”. Il ddl, arrivato in aula dopo due anni, introduce anche la reazione che segue “l’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”, ispirandosi a una legge simile esistente in Francia.

Sono state proprio le recenti rapine notturne finite in tragedia, che hanno suscitato un forte allarme sociale, a far sì che si accelerasse il dibattito parlamentare, in ogni caso resta il principio cardine della proporzionalità tra difesa e offesa e la considerazione che debba esserci attualità del pericolo. Nel ddl viene esclusa la colpa di chi reagisce “in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”. In ultimo, viene stabilito che in caso di sentenza che stabilisca la legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati siano a carico dello Stato.

La battaglia per nuove norme sulla legittima difesa è stata un grimaldello della Lega Nord, che ritiene non soddisfacente questa legge, poiché non riconosce la non punibilità di chi viene rapinato in casa o subisce un atto violento e uccide il criminale. Anche Forza Italia, che in un primo momento intendeva votare il testo proposto si è defilata, con Silvio Berlusconi che ha giudicato la legge “non adeguata al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che tutti gli italiani si attendono: una legge in grado di tutelare le persone per bene, quando sono aggredite”. In particolare veniva messo in discussione il principio di proporzionalità tra aggressione e difesa perché – secondo Berlusconi – “chi è costretto ad usare un’arma per difendersi non può essere sottoposto alla lunga e umiliante trafila di un procedimento giudiziario nel quale deve giustificare le sue azioni. Non si può chiedere alla vittima di dimostrare di essere una vittima”.

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GM