Marito e moglie condannati per abusi su dei ragazzini

Nicholas Taylor e la moglie Joan (foto dal web)

Un 47enne, Nicholas Taylor – descritto in tribunale come ‘mostro’ – è stato imprigionato a vita dopo essere stato dichiarato colpevole di reati di droga e del sesso infantile. Dopo la condanna l’uomo, che doveva rispondere di 62 reati, compresi lo stupro, l’aver dato droga a minori e atti indecenti con bambini, ha sollevato il pollice verso su dal banco degli imputati, come a voler sferzare il giudice. Sua moglie di 44 anni Joan, che è stata giudicata colpevole di 22 reati, tra cui stupro e attività sessuale con un bambino, è stata condannata a 18 anni di prigione dalla Leicester Crown Court.

Il giudice Nicholas Dean, emettendo la sentenza, ha accusato Nicholas Taylor di aver reso dipendenti dalle droghe i bambini: “Hai usato i loro corpi per il tuo piacere. In verità il tuo comportamento deriva dalla mancanza di qualsiasi bussola morale e dal tuo appetito depravato per le droghe e la gratificazione sessuale. Hai violentato dei bambini. Tu sei un uomo intelligente, ma mostruoso”. Il giudice ha insistito: “Ho cercato di vedere se hai delle caratteristiche che possano redimerti, se ci sia qualche prospettiva che tu possa essere qualcosa di meglio di un mostro. Non vedo niente di buono in te, non vedo nessuna prospettiva di cambiamento”.

Quindi ha ricordato come Nicholas Taylor si fosse presentato alla giuria parlando di sé stesso come di un uomo “con un carattere riformato, qualcuno che aveva sperimentato la depravazione del mondo delle droghe e che era emerso riabilitato”. Ha aggiunto: “Sei un uomo molto pericoloso”. Rivolgendosi a Joan Taylor, ha detto: “Tu, nonostante i tuoi motivi di colpevolezza, hai mostrato rimorso per il tuo comportamento”. Marito e moglie, prima di questo processo, erano stati coinvolti in altri procedimenti penali in passato. Il giudice ha detto che le azioni di Taylor e di sua moglie, entrambi di Briar Hill, Northampton, hanno avuto un effetto devastante sulla vita delle loro vittime. Una di loro, che non può essere nominata per ragioni legali, ha dichiarato alla corte: “Alcuni anni fa ho cercato di uccidermi. Volevo morire per quello che lui mi ha fatto. Quello che è accaduto è stato molto tempo fa, ma sembra ancora così vivo”.

Dieci anni di violenze

“Sarei stata una persona diversa se non fosse stata per lui. Ciò che è accaduto c’è ogni giorno. Non devo riflettere per ricordare, lo vivo ogni giorno. Non ho intenzione di avere bambini perché non voglio portarli nel mondo in cui vivo”, ha detto ancora la giovane, che oggi ha trent’anni. I crimini hanno coinvolto ragazzi e ragazze fino a 11 anni, tra il 1996 e il 2006. Emily Culverhouse, legale di Joan Taylor, ha spiegato che la sua assistita, quando il marito le stava lontano, era una persona diversa e che quindi gran parte delle sue azioni sono legate proprio alla sudditanza nei confronti di Nicholas Taylor. Parlando dopo la sentenza, l’ispettore investigativo Adam Pendlebury ha dichiarato: “I Taylor hanno sottoposto le loro vittime a consumo di droghe e alcol prima di abusare sessualmente e l’abuso ha avuto un impatto duraturo sulle loro vittime. Andare avanti e testimoniare durante il processo è stato incredibilmente coraggioso e ha portato alla condanna di due persone pericolose che sono state mandate in prigione per molto tempo”.

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GM