Il calvario di una ragazza sfregiata per sempre a causa di un tatuaggio

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E’ costata cara ad una ragazza la passione per i tatuaggi. La giovane, originaria della Thailandia, non era rimasta soddisfatta di una incisione artistica a tema floreale incisa sulla propria pelle, in particolare poco sotto al collo. Il tattoo, di dimensioni considerevoli, le è stato rimosso attraverso l’utilizzo del Rejuvi, una tecnica particolare indicata in questi casi e che è incentrata sull’utilizzo di una crema apposita. Ma qualcosa è andato storto e così Pasuda Reaw, 21 anni, si è ritrovata letteralmente sfregiata: il prodotto attecchisce normalmente sulle cellule epidermiche pigmentate e viene iniettata attraverso una ‘pistola’ non dissimile a quella usata dai tatuatori professionisti per creare le proprie incisioni. In seguito viene a crearsi una crosta lungo tutta la zona di tessuto interessata, che cade via in un periodo compreso tra le 6 e le 8 settimane, portando a complimento la rimozione del tatuaggio.

Il marchio del dolore

Il Rejuvi rappresenta una soluzione alternativa al laser, ma nel caso di Pasuda ha comportato una grossissima complicazione: soltanto qualche giorno dopo dall’inizio del processo, la giovane aveva notato la formazione di una grande quantità di pus che fuoriusciva dalla ferita, la quale aveva assunto l’aspetto di una ustione profonda. Il tatuaggio alla fine è caduto ma ha lasciato una vasta cicatrice e la parte del corpo interessata è diventata ipersensibile, tanto da sanguinare al minimo contatto. Sono trascorsi diversi mesi da quando Pasuda ha vissuto questo fatto ed ancora non si trova una soluzione definitiva; la ragazza però ha voluto rendere pubblica sui social network la propria esperienza come monito per chi intende marchiare se stesso con tatuaggi di grandi dimensioni. Bisogna stare ben attenti ai possibili effetti collaterali…

S.L.

IL TG DI OGGI DOMENICA 13 MAGGIO 2017