Igor Vaclacic/Norbert Feher (foto dal web)

Igor il Russo continua a far parlare di se: mentre il fuorilegge originario della Serbia continua imperterrito la propria latitanza presumibilmente nelle zone del Ferrarese, tallonato da decine e decine di agenti delle forze dell’ordine, viene resa pubblica la testimonianza di Dino Grossi, presente al momento dell’uccisione del barista Davide Fabbri nel bar della Riccardina a Budrio. Si tratta del delitto che ha reso famoso ‘Igor’, verà identità Norbert Feher.

“Quando è entrato nel locale mi sono guardato spaventato con un amico, aveva diverse armi con se, tra le quali una pistola ed un fucile all’inizio ben nascosti. Poi ha tirato fuori proprio la pistola e ricordo che aveva soltanto gli occhi scoperti. Eravamo immobilizzati dalla paura, appena entrato nel locale quell’individuo ha cominciato a spararci ed io sono stato colpito al polpaccio destro. Non abbiamo avuto il tempo di fare nulla. Il bandito ha parlato con un italiano impeccabile e non si notava il fatto che fosse straniero. Ha spinto Davide nello stanzino sul retro minacciandolo col fucile, voleva qualcosa che sembrava fosse tenuta chiusa nella macelleria. Chiedeva del denaro, in seguito ho sentito rumori di una colluttazione, calci e pugni, ed urla sommesse”.

Grossi continua: “Ero finito a terra ed attorno a me c’era sangue ovunque, la mia ferita sembrava preoccupante. Come me, un altro signore era ridotto nelle stesse condizioni ma siamo rimasti abbassati per timore di essere colpiti ancora. Poco dopo è sopraggiunta la moglie di Fabbri, urlava in preda alla disperazione. Appena Igor è andato nell’altra stanza siamo scappati di fuori nonostante non avessimo forze. Ed in quel momento avevamo udito in maniera distinta degli spari”.

Un residente ha avvertito i Carabinieri – conclude il testimone – e nel frattempo la signora Fabbri si teneva il volto con fare disperato. In quel momento abbiamo capito come fossero andate le cose. Igor ci ha minacciato con la pistola prima di scappare, puntando in particolare proprio la donna. Ho avuto una paura matta che la mia vita finisse in quel momento. Invece l’assassino è corso via, e sanguinava. Nonostante ciò si è dileguato superando l’argine del fiume, sotto il ponte della Riccardina”.

S.L.

IL TG DI OGGI DOMENICA 14 MAGGIO 2017