Violentata dal patrigno, resta incinta a dieci anni

(websource/archivio)

Ancora uno scioccante stupro in India, dove una bimba di dieci anni è rimasta incinta dopo essere stata ripetutamente violentata dal patrigno. Ora si trova ricoverata in un ospedale dello Stato settentrionale di Haryana dove un consiglio medico sta valutando se sottoporla ad aborto, nonostante abbia superato il limite delle 20 settimane previsto dalla legge per l’interruzione di gravidanza. Quello della violenza sulle donne è un grave problema in India, dove gli stupri e le uccisioni sono all’ordine del giorno e si parla di 800 donne che quotidianamente subiscono violenze di ogni genere. Ogni volta, però, sembra non esserci fine all’orrore e ora viene denunciata dalla polizia della città di Rohtak, dove la madre della piccola ha presentato una denuncia, questa vicenda squallida che ha portato all’arresto del patrigno, di nome Rakesh.

La famiglia al centro della vicenda è originaria dello Stato di Bihar, ha spiegato alle agenzie di stampa il commissario Ramesh Kumar, aggiungendo che la piccola spesso restava sola in casa con il patrigno, poiché la mamma era una collaboratrice domestica ed era perciò fuori per lavoro. In questo contesto, l’uomo ha abusato di lei, provocando la gravidanza, quindi l’ha minacciata di restare in silenzio, per evitare guai maggiori. Quando la vicenda è emersa, un magistrato ha deciso di dare mandato a un consiglio di dieci medici dell’Istituto di Scienze Mediche di Rohtak, affinché valutino la possibilità di praticare l’aborto. Qualche giorno fa, nella stessa città è stato scoperto il cadavere mutilato di una donna di 23 anni, appartenente alla sottocasta dalit, la quale, dopo essere stata violentata da un branco, è stata uccisa a colpi di mattone e fatta a pezzi, soltanto perché aveva in precedenza rifiutato di sposare uno dei suoi aggressori.

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GM