Stupra la sorellina dopo averla drogata: ecco perché il giudice lo “aiuta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:21
(Websource / Ign.com)

Ha drogato la sorella 16enne e abusato sessualmente di lei. A rigor di logica, gli estremi per una pena “esemplare” ci sarebbero tutti. Invece Nolan Bruder, 20 anni, se la caverà con appena 8 mesi di carcere. La giustizia statunitense l’ha condannato a 3 anni di prigione, ma di fatto resterà “dentro” soltanto 240 giorni.

Bruder si è presentato davanti alla corte di giustizia ammettendo di essere colpevole di abusi nei confronti della sorellina. Nella sua confessione, ha riferito che quest’ultima si era rifiutato di fare sesso con lui, e proprio per questo l’aveva convinta ad assumere delle dosi di marijuana molto potenti, di modo che – confusa e stordita – non sarebbe stata più in grado di riconoscerlo come suo fratello.

Una decisione che divide
Come accennato, il giudice William H. Follett lo ha condannato a tre anni di detenzione, ma Bruder trascorrerà in carcere solo 240 giorni, perché sconterà il resto della pena in libertà vigilata. Il procuratore distrettuale Dale Trigg ha dichiarato di non essere assolutamente d’accordo con la sentenza, ma il magistrato sostiene che l’obbligo per Bruder di presentarsi come colpevole di reati sessuali sia sufficiente a scongiurare la reiterazione del reato.

Durante la lettura della sentenza, inoltre, il giudice Follett ha fatto notare che era stata la stessa sorella a togliersi i vestiti, e che la 16enne non era in stato di coscienza alterato, arrivando addirittura a dubitare che le prove fossero sufficienti per esprimere un giudizio. Trigg sottolinea invece che in tal modo si invia un messaggio sbagliato alla comunità: questa sentenza porta a credere che si possa abusare di un parente sotto effetto di stupefacenti “senza conseguenze significative”. E voi, cari lettori, cosa ne pensate?

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EDS