immagine presa dal web

L’industria di produzione alimentare ci permette di avere prodotti sempre freschi nei supermercati e nelle macellerie, ma a quale prezzo? Molte volte si ignora o semplicemente non ci si sofferma a pensare a quali condizioni siano sottoposti gli animali negli allevamenti, ma è possibile continuare ad ignorare i maltrattamenti a cui sono sottoposti i maiali dopo le immagini diffuse dal LAV tramite la pagina ‘#ENDPIGPAIN’ (iniziativa promossa dagli animalisti in 15 paesi diversi dell’Unione Europea) dell’Eurogroup?

Il filmato in questione mostra un allevamento di maiali che farebbe parte del circuito di produzione del prosciutto crudo di Parma. Dentro il recinto i maiali, non solo vivono in uno spazio insufficiente e privo delle più basilari norme d’igiene, ma sono evidentemente affetti da malattie e mutilati. Tutti i maiali sono, infatti, privi di coda (circostanza che evidenzia come la pratica di mutilazione sia abitudinaria e quindi in violazione della normativa) e vivono in mezzo ai cadaveri dei simili deceduti.

Una situazione incresciosa che da un’idea di come vengono effettuati gli allevamenti intensivi pur di assicurare una produzione costante e sovrabbondante di prodotto e rispettare termini di consegna. Proprio di questo parla il vice presidente del LAV, Roberto Bennati, all’interno del filmato: “Non sarebbe la prima volta che vengono documentate condizioni tremende negli allevamenti di suini per la produzione del prosciutto e queste nuove immagini confermano che anche la produzione che lavora sotto il disciplinare del prosciutto di Parma, che, infatti, non prevede specifici requisiti relativi al benessere degli animali nel proprio disciplinare, in realtà non determinano condizioni di vita migliori”.

Il commento di Bennati manifesta il suo disappunto per una situazione che mostra come l’esigenza di profitto sovrasti il rispetto delle condizioni di salute e dignità degli animali e chiede all’azienda di giustificare il suo comportamento in un tribunale: ” Sono immagini che testimoniano condizioni inaccettabili per qualsiasi consumatore. Il Consorzio del prosciutto di Parma spieghi ora queste condizioni e chiarisca, inoltre, ai propri consumatori perché vengono effettuate mutilazioni come la castrazione senza anestesia, il taglio della coda di routine e la limatura dei denti”.

F.S.