Padre disperato: “Dovevo morire io al posto suo…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:15
Maria Rosaria Santese (Facebook)

Non si dà pace Renato Santese, padre di Maria Rosaria, la 19enne battipagliese morta pochi giorni fa in un terribile incidente stradale mentre guidava il suo scooter Piaggio. “Era meglio che morissi io e non Maria Rosaria” ha detto l’uomo mentre osservava attonito e col viso rigato dalle lacrime il carro attrezzi che spostava il motorino della figlia dalla strada. Lì vicino c’era ancora il cadavere della figlia coperto da un telo bianco. Sul posto è giunta tutta la famiglia Santese, molto nota non solo a Battipaglia. A dare man forte a Renato anche il fratello Tonino, don Ciccio, il capostipite della famiglia che con Renato gestisce l’emittente televisiva Sud Tv e anche Vito Santese, zio di Maria Rosaria, ex presidente della municipalizzata Alba. Numerosi poi gli amici di Maria Rosaria che si sono recati all’obitorio dove increduli hanno silenziosamente prestato omaggio alla loro coetanea che tra le tante attività svolgeva anche quella di arbitro di pallacanestro, una sua grande passione.

L’incidente, avvenuto in via Cupa Filette, nei pressi della Statale 18, a Battipaglia, in provincia di Salerno, è ancora in fase di ricostruzione da parte degli inquirenti. A quanto si apprende la 19enne, che stava andando a casa di un’amica, nel percorrere una curva è andata a sbattere molto violentemente contro una Wolkswagen Tiguan che arrivava dalla direzione opposta. Devastanti le conseguenze. L’auto le ha tranciato una gamba e poi l’ha trascinata sull’asfalto per diversi metri. All’arrivo dei soccorritori del Suem 118 e delle forze dell’ordine, per Maria Rosaria Santese, non c’era più niente da fare.


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F.B.