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Nella puntata andata in onda ieri sera della trasmissione di Italia Uno ‘Le Iene’ è stata raccolta un’altra clamorosa denuncia. Roberta Rei, inviata del programma, ha realizzato un servizio in un paesino del quale non è stato rivelato il nome: qui vi sarebbero stati alcuni barellieri i quali, per guadagnare di più, in combutta con le agenzie di pompe funebri, avrebbero ucciso diversi pazienti in stato terminale all’interno dell’ambulanza che doveva condurli a casa. Spiega la Iena: “Immaginate un vostro parente in fin di vita che viene dimesso dall’ospedale per passare gli ultimi momenti a casa, in compagnia dei suoi familiari. Purtroppo però muore sull’ambulanza”.

Cosa accade in quel tratto di strada viene spiegato da uno dei barellieri coinvolti in questa vicenda: “Purtroppo la gente non muore per mano di Dio. Siccome è in agonia e tanto morirà lo stesso, la facciamo morire prima sull’ambulanza e in questo modo noi guadagniamo 300 euro anziché 50 o 20”. L’improvvisata eutanasia avveniva in maniera brutale: “Se io ti immetto dell’aria nel sangue, tu sai benissimo che puoi avere degli scompensi. Quindi già che sei grave e in più hai dell’aria nel sangue. Figurati che cosa può succedere al tuo corpo, per cui muori”. Sostanzialmente i volontari, anziché ricevere l’offerta della famiglia, consigliano a questa un’agenzia di onoranze funebri con la quale sono d’accordo e l’impresa paga poi ai barellieri una piccola tangente per ‘ringraziarli’ dell’affare che hanno portato a termine. Centinaia i commenti alla vicenda, tra chi chiede che vengano date maggiori informazioni e chi sottolinea che un vero volontario non fa cose del genere. Qualcuno scrive: “Non voglio pensare alle famiglie delle persone morte sul’ambulanza”.

C’è chi nutre dubbi sull’autenticità del servizio e ricorda ad esempio che le dimissioni di un paziente vengono effettuate tramite ambulanze di associazioni o società convenzionate, oppure da ambulanze di società private chiamate dai parenti stessi. Viene altresì ricordato che a determinare il decesso di un essere umano deve essere solo ed esclusivamente un medico, non può quindi farlo un volontario e quasi sempre non c’è alcun dottore sulle ambulanze che riportano a casa un moribondo. Infine, un’agenzia di pompe funebri, senza un certificato di morte, non può toccare un corpo.

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GM