Lotus birth, la pericolosa moda di non recidere il cordone ombelicale

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(Source: Instagram)

C’era una volta un mondo in cui la placenta era semplicemente un rifiuto medico di cui sbarazzarsi. L’ultima tendenza in campo gravidanza è invece il Lotus birth: la procedura di nascita in cui il cordone ombelicale non viene reciso e il neonato resta collegato alla sua placenta, finché non si stacca in modo autonomo. Il tempo che il cordone ombelicale impiega a separarsi dal neonato va dai 2 ai 10 giorni.

Perchè scegliere Lotus birth?

La moda si sta spargendo a macchia d’olio tra le giovani coppie e il motivo della sua popolarità è che si crede abbia incredibili, se non addirittura “magici”, benefici. Secondo Lotus Birth Italia, “il contatto prolungato con la placenta permette al bambino di ricevere tutta la quantità del preziosissimo sangue placentare che è presente alla nascita e che la natura ha previsto per la costituzione del sistema immunitario. E’ un periodo di transizione in cui il bambino può separarsi dal corpo della madre dolcemente e gradualmente”. Secondo i sostenitori della pratica, la rimozione del cordone ombelicale alla nascita avviene solamente in Occidente, e si è cominciato negli anni 70, per poter partorire senza l’intervento di un medico. I supporter del Lotus birth, sostengono che questa tecnica costruisca un legame ancora più forte tra la mamma e il bambino e aiuti il neonato a combattere le infezioni e le malattie del sistema immunitario. La mamma Adele Allen, ha spiegato su ATTN: “Anche dopo la nascita, la placenta continua a pompare ossigeno al bambino per almeno 5 minuti. Oltre all’ossigeno, anche altri preziosi elementi vengono trasferiti al bambino tramite il cordone ombelicale, come ferro e cellule staminali. Tagliando il cordone troppo presto, si rischia di perdere questi preziosi fluidi”.

La comunità scientifica è però scettica

La dottoressa Jennifer Gunter non è d’accordo con le affermazioni di Adele. “Il motivo per cui chiunque abbia studiato un minimo di microbiologia moderna possa promuovere la pratica di lasciare un neonato attaccato ad un tessuto morto e in decomposizione, che potrebbe essere fonte di infezioni, mi sfugge totalmente”, ha dichiarato Gunter ad ATTN. La dottoressa Gunter non è la sola a non essere convinta della Lotus birth. La ginecologa Amy Tuter la descrive come una “pratica bizzarra che non ha benefici medici anzi, presenta rischi notevoli di contrarre immense infezioni”. Anche se non ci sono ancora studi scientifici che quantifichino il rischio infettivo di questa pratica, anche il Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (autorevole ente britannico in materia di ostetricia) sottolinea la pericolosità di questa tecnica, raccomandando un’attenta sorveglianza dei neonati sottoposti alla Lotus Birth.

Lavinia C.

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