Clochard, tassisti, gente comune: ecco chi sono gli ‘angeli di Manchester’

I soccorsi dopo l’attentato

Grande la solidarietà tra persone negli istanti dopo l’attentato terroristico avvenuto l’altra sera dopo il concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena. Sono ancora poche le vittime identificate e si è in attesa di riscontri, mentre cresce l’ansia per alcuni giovani dei quali non si conosce ancora la sorte. In molti hanno offerto un letto alle persone che scappavano, i tassisti hanno ‘regalato’ le loro corse, qualcuno ha soccorso immediatamente i feriti appena fuori dall’arena.

Paula Robinson, 48 anni, da West Dalton, a circa 40 miglia a est di Manchester, ha dichiarato di trovarsi nella stazione ferroviaria accanto all’arena con il marito quando ha sentito l’esplosione e visto decine di ragazze adolescenti che urlavano e scappavano dall’arena. La donna ha accompagnato decine di ragazze adolescenti al vicino hotel Holiday Inn Express e tweetato il suo numero di telefono ai genitori preoccupati, dicendo loro di contattarla. Paula Robinson è stata lodata come “un eroe” e “l’angelo di Manchester” per le sue azioni, ha detto che il suo telefono non aveva smesso di suonare dopo il suo tweet, anche se ora non è più con i bambini. Tra le vittime identificate, Saffie Roussos e Georgina Callander, una 18enne che ha incontrato la cantante Ariana Grande due anni fa, facendosi un selfie con lei. Identificato anche John Atkinson, 26 anni, nel frattempo ieri pomeriggio la città di Manchester si è unita in una lunga veglia in memoria delle vittime.

Il clochard che ha soccorso i feriti

Tra gli eroi per caso di questa tragedia, Stephen Jones, un uomo senza tetto che dormiva vicino all’arena, che ha motivato: “Solo perché sono senza tetto non significa che non sono umano o non ho un cuore. Avevano bisogno di aiuto e mi piace pensare che qualcuno sarebbe venuto ad aiutarmi se ne avessi bisogno”. Chris Parker, 33 anni, era nella zona del foyer dell’arena: anche lui si è immediatamente prodigato nei soccorsi, trovandosi davanti uno scenario di morte. Ha infatti soccorso delle bambine, mentre una donna sulla sessantina è deceduta tra le sue braccia. “Non ho smesso di piangere. La parte più sconvolgente è che si trattava di un concerto per bambini. C’erano dadi e bulloni su tutto il pavimento. La gente aveva buchi nella schiena”, ha spiegato commosso.

In tanti sono giunti a Manchester da tutto il Regno Unito: un’immagine toccante che emerge dalle scene di caos e di devastazione mostra un poliziotto che stringe dolcemente il cappotto sulle spalle di una bambina mentre la conforta dopo l’esplosione. Intanto, la polizia ha chiesto a chiunque abbia bisogno di assistenza dopo l’attentato di recarsi all’Aeroporto Etihad. Hayley Adamson, 23 anni e Poppy Collin, 25 anni, che possiedono un’attività commerciale, hanno risposto a un appello radiofonico e si sono recate presso l’aeroporto: “Abbiamo portato cibo, riviste, dolci, cioccolato, crostini, panini, qualcosa per i bambini”. Grazie all’hashtag #roomforManchester è possibile organizzare i soccorsi e dare ospitalità alle persone coinvolte nell’attentato terroristico. Le imprese e bar locali sono stati aperti per offrire bevande calde gratuite e rifugio a chiunque sia stato colpito, e alcuni caffè danno cibo e bevande gratuiti ai membri dei servizi di emergenza.

Le parole del sindaco

Il sindaco della città, l’ex deputato laburista Andy Burnham, ha scritto su Twitter: “Se siete bloccati nell’area potete seguire #RoomForManchester dove gli alberghi e le persone della nostra grande città offrono rifugio”. Parlando a una conferenza stampa ieri mattina ha detto “Questa è stata una notte terribile per la nostra grande città”, aggiungendo che l’attacco era un “atto malvagio” ed esprimendo “rabbia per la ferita aperta”. Quindi ha lodato i servizi di emergenza, spiegando che la città proverà ad andare avanti normalmente nonostante l’accaduto. Il primo cittadino si è soffermato sul fatto che il brutale atto è andato a colpire bambini e giovanissimi e le loro famiglie.

Tra i soccorritori anche il muratore in pensione John Endsor, 60 anni, il quale stava vendendo delle magliette fuori dall’arena, ma non ha esitato a usarne alcune per soccorrere un uomo e tamponare delle ferite alle braccia e alle gambe. L’uomo ha spiegato di essersi immediatamente resto conto che si trattava di una bomba, in quanto ha sentito l’odore “come di fuochi d’artificio”. John ha descritto le scene dei minuti dopo l’esplosione come “caos totale”. Ha aggiunto: “C’erano così tanti bambini lì, solo piccoli bambini che piangevano e correvano. Ho potuto vedere che c’erano molte persone con sangue a lato della bocca, penso fossero ferite provocate da cadute mentre scappavano in preda al panico”. Su Twitter, tanti normali cittadini, come Rebekah Spratt, si sono resi immediatamente disponibili.

Le corse gratuite dei tassisti

Anche i tassisti, come detto, hanno deciso di spegnere i loro contatori e uno di loro, AJ Singh, ha cambiato il cartello in cima alla sua vettura da ‘Taxi’ a ‘Taxi gratuito se necessario’. Sam Arshad, che gestisce una ditta locale di taxi, ha detto alla BBC Radio 4, ha spiegato che in via prioritaria era necessario aiutare chi era rimasto coinvolto nell’attentato: “Il denaro non è tutto nella vita. Facciamo parte di Manchester ed è stato nostro compito di assicurarci che le persone tornassero a casa sane e salve”. Il sindaco della metropolitana di Liverpool City Steve Rotheram ha elogiato un tassista che ha abbandonato la sua auto e ha camminato nel centro di Manchester per salvare le sue due figlie, Haylie 21 anni e Samantha, 19 anni, che erano al concerto di Ariana Grande.

Le due giovani erano riuscite a scappare senza restare coinvolte e avevano trovato rifugio presso la vicina Holiday Inn con numerosi altri ragazzi. Il tassista, dell’azienda Alpha di Liverpool, non è riuscito ad arrivare in prossimità del centro della città in quanto era bloccato. Ha spiegato il sindaco: “Così ha telefonato alle ragazze e ha scoperto che si stavano nascondendo in albergo. Ha abbandonato la sua auto in un luogo sicuro e ha percorso tutta la città per prenderle e portarle a casa. Sono stato estremamente grato a lui”. Il tassista non ha voluto alcun rimborso per la sua azione.

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GM