L’eroina di Manchester, salva la vita di una ragazza

L'eroina di Manchester
Kim Dick, l’eroina di Manchester e il marito, Phil. (The Sun)

In tragedie come quella di ieri, a Manchester, emerge tutto il coraggio e la solidarietà delle persone. Kim Dick, 54, ha salvato la vita a una ragazza all’interno del Manchester Arena, in seguito all’attentato terroristico subito dopo il concerto di Ariana Grande, ignara della sorte della figlia e della nipote. L’eroina di Manchester stava aspettando che le sue ragazze uscissero dal concerto di Ariana Grande quando Salman Abedi, il kamikaze dell’attentato di ieri, si è fatto esplodere nell’atrio. Kim e il marito, che si trovavano a pochi metri dal terrorista, sono incredibilmente sopravvissuti, nonostante siano stati scaraventati in aria dall’esplosione.

Subito dopo l’attacco, Kim ha urlato al marito di andare a cercare la figlia Tamla e la nipote Sasha, rispettivamente 17 e 15 anni. Lei invece è rimasta ad aiutare una ragazza che era per terra: “I suoi lunghi capelli biondi erano ingarbugliati e una busta di plastica si era sciolta nei suoi capelli. Aveva il sangue che le usciva dalla bocca e sulle spalle. L’ho presa, era un cucciolo. L’ho portata fuori dall’atrio e lei è svenuta tra le mie braccia”. E continua, “l’ho messa giù e pensavo non ce l’avrebbe fatta. I suoi occhi erano fissi e le sue esili braccia erano rotte. Aveva frammenti dell’esplosione in entrambe le gambe, sulle spalle e sul viso. Ha perso litri e litri di sangue mentre ero lì”. La donna ha cercato di fermare il sangue come meglio poteva e le parlava, chiedendole il suo nome e cercando di farla rimanere sveglia. “Era davvero coraggiosa questa ragazza. E’ riuscita a dirmi il numero di telefono dei genitori e ho chiamato la mamma per avvisarla che la figlia era ferita ma stava bene”.

Nel frattempo Phil stava affrontando il terribile compito di vedere se le loro ragazze si trovavano tra i corpi senza vita dell’arena. “C’era fumo e sangue ovunque. Dovevo cercare le mie ragazze per vedere se stavano bene”, racconta Phil, “il kamikaze era al centro di tutto, erano rimaste solo le sue gambe”. Finalmente è riuscito poi a mettersi in contatto con la figlia, che gli ha detto di essere al sicuro. E’ tornato quindi ad aiutare la moglie con la giovane coraggiosa ragazza bionda. Gli aiuti ci hanno messo molto ad arrivare, almeno un’ora stando alle dichiarazioni di Kim, in quanto il personale doveva controllare che l’arena fosse sicura prima di far entrare i paramedici. La notte scorsa la sorella della ragazza ha scritto online che era stata portata di corsa in ospedale per un’operazione d’urgenza e si è salvata. “Non potremo mai ringraziarvi abbastanza. Ora sta meglio, siamo molto fiduciosi”, ha detto la famiglia della piccola a Kim e Phil. Tra gli angeli di Manchester, un posto d’onore va riservato quindi a Kim che, standole vicino e fermando l’emorragia è riuscita a salvare la vita di una bambina, e di tutta la sua famiglia.

Lavinia C.

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