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In un servizio andato in onda questa mattina sulla ‘BBC’ il capo della polizia britannica ha affermato di essere furioso con gli Stati Uniti, il motivo di tale reazione nei confronti degli alleati NATO sarebbero state le informazioni che i media americani hanno diffuso sullo stato delle indagini, informazioni che erano strettamente riservate. Per questo motivo il governo britannico ha deciso di bloccare la condivisione di informazioni riguardanti l’attentato di Manchester: stando a quanto rivelato nel servizio della ‘BBC’, il motivo scatenante di questa decisione sarebbero state le immagini pubblicate dal ‘New York Times’ in cui si vedevano le prove raccolte dagli investigatori durante le indagini. La situazione è tesa, ma verrà probabilmente risolta durante il prossimo vertice NATO in cui il premier britannico Theresa May avrà modo di parlare con Donald Trump.

Nel frattempo le indagini continuano, gli ultimi sviluppi hanno portato a confermare che Salman Abedi faceva parte di una rete terroristica più grande. La composizione dell’esplosivo ed il materiale con cui è stato fabbricato sono identici a quelli utilizzati durante l’attacco di Parigi, il che induce a pensare che a costruire la bomba possa essere stato un artificiere addestrato all’estero. Questa mattina la polizia britannica ha effettuato due arresti a Manchester che portano a 8 il numero di sospettati per complicità nell’attentato che ha ucciso 22 persone domenica sera.

Come affermato dalla May nella conferenza stampa post attentato, il livello d’allerta rimane alto. Fonti dell’intelligence ritengono che sia molto probabile un nuovo attentato su larga scala, un ipotesi che viene confermata anche dal deputato americano Mc Callum (Presidente dell’ House Homeland Security Committee americano), il quale ritiene che possiamo trovarci di fronte ad una rete di terroristi “Ispirati” dall’Isis. Della minaccia di emulazione dello Stato Islamico e delle contromisure necessarie ad arrestare il fenomeno terroristico parleranno in questi giorni i capi di stato al G7 di Taormina.

F.S.