“A 14 anni volevano farmi il funerale”: storia di una battaglia vinta contro l’Hiv

(Websource / Mirror)

Ha contratto l’Hiv quando aveva solo due anni, contagiata da sua madre alla nascita. Tre anni dopo sua madre, Tracey Atkinson, è venuta a mancare. E quando di anni ne aveva 14 suo padre ha pensato bene di farla sedere a tavolino per “programmare” insieme il suo funerale. Poi l’ha abbandonata, costringendola a passare da una casa famiglia all’altra, finché non è stata adottata da Shannon Wentworth, 45 anni. Per non parlare degli episodi di bullismo, emarginazione e violenza psicologica di cui è stata vittima a scuola, sempre a motivo di quella “condizione” che faceva di lei la “ragazza con l’Aids” da “tenere alla larga”. Oggi Lexi Gibson, 25enne residente a Las Vegas, ha vinto la battaglia contro la malattia ed è un’attivista impegnata ad aiutare chi sta attraversando il suo stesso calvario, anche attraverso un canale YouTube. Ha anche un fidanzato, Shayne Stage, che ama, e dal quale è ricambiata. “Facciamo sesso non protetto”, ammette candidamente lei, “perché non c’è il rischio che gli trasmetta la malattia”. Il suo obiettivo è cancellare il marchio d’infamia che ancora accompagna chi è affetto dall’Hiv.

“I medici mi dicevano che non avrei superato i 13 anni – ricorda Lexi a colloquio con il Mirror – . Un anno dopo, visto che non ero ancora morta, mio padre e la mia matrigna hanno deciso di organizzarmi il funerale. Non avevo più lacrime per piangere…”. Il primo passo verso la guarigione – se così si può dire – è stato l’incontro con la sua mamma adottiva, una donna “straordinaria” che “mi ha di fatto salvata”. Pian piano Lexi ha imparato ad affrontare e gestire i terribili effetti collaterali delle terapie. Effetti che, grazie a trattamenti più avanzati e mirati, sono poi addirittura scomparsi. “Oggi prendo un pillola al giorno – dice – e posso fare una vita normale”. Di qui la decisione di impegnarsi chi è alle prese con gli stessi “demoni” del suo passato. “La gente è condizionata da dicerie e falsi miti sull’Hiv, che alimentano un clima di paura e diffidenza. Voglio lottare contro questi terribili pregiudizi. La lotta con questa malattia comincia da qui”, conclude.

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EDS