(YASUYOSHI CHIBA/AFP/Getty Images)

Colpito da una grave encefalite per un’infezione di salmonella trasmessa da una tartaruga d’acqua: per questa ragione rischia la vita un bimbo di appena tre mesi, che si trova ricoverato a Vicenza in pediatria, all’ospedale San Bortolo. Il piccolo, secondo quanto riportano le cronache locali, non sarebbe ancora fuori pericolo di vita, potrebbe farcela grazie a una potente terapia sanitaria disposta dal primario del reparto Massimo Bellettato e dalla sua più diretta collaboratrice Laura Ghiro. Da quanto si apprende, il neonato ha contratto l’infezione perché è venuto a contatto con le feci di una tartaruga d’acqua.

La tartaruga viene accudita in casa dai genitori del piccolo e sicuramente a toccare gli escrementi è stato un adulto che ha poi trasmesso i batteri della salmonella al bimbo. Così si sarebbe contagiato il sangue e il batterio è infine arrivato al cervello, sviluppando così una forma aggressiva di meningite, con febbre altissima. Quando i genitori si sono resi conto che quella del piccolo non era una semplice febbre, lo hanno accompagnato al pronto soccorso del San Bortolo, da dove è stato trasferito in terapia intensiva infantile. Qui i pediatri gli hanno diagnosticato la meningite e ricostruito il quadro clinico hanno appurato che a contagiare il piccolo era stata la tartaruga marina.

Nelle scorse settimane, un bambino di tre anni che frequenta la scuola materna Mariaheim di Bolzano era stato portato al San Bortolo di Vicenza con una sospetta meningite. Dei mesi scorsi il caso della bimba di quattro anni – inizialmente ricoverata nell’ospedale Dimiccoli di Barletta – che è deceduta nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, e quello più recente della bambina bresciana di cinque anni che è morta agli Spedali civili di Brescia per meningite da pneumococco.

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GM