Serena Antonuccio (Facebook)

Una ragazzina di 13 anni, Serena Antonuccio, è morta ieri investita da un treno in corsa sulla tratta Messina-Catania nella frazione di Mini Marina in provincia di Messina. Una tragedia immane che presenta ancora molti punti oscuri. Serena era conosciuta e benvoluta da tutti per la sua bontà, il suo sorriso e la sua vivacità. Il papà Francesco, stimato ferroviere, e la mamma Angela non riescono a darsi pace mentre gli inquirenti provano a ricostruire l’accaduto.

La tragedia è avvenuta poco prima delle 18, lungo la fermata della Metroferrovia: il corpo senza vita di Serena è stato ritrovato accanto al binario nel tratto in corrispondenza del Bar Pizzeria “Il Canneto”, a circa una trentina di metri dal cancello attraverso il quale dalla statale si entra nell’area della stazione. In base alle prime ricostruzioni è proprio da quel cancello che Serena è passata e da lì ha poi raggiunto l’alta banchina che si affaccia sui binari. Da quel punto potrebbe essere caduta perdendo l’equilibrio, oppure essere volontariamente discesa per un’imprudenza, forse per un gioco, senza rendersi conto dell’arrivo del treno. Nulla, però, viene escluso e per questo motivo gli investigatori non possono escludere anche l’ipotesi del suicidio. Un’ipotesi terribile, che fa paura, ma che purtroppo dopo i tanti casi registrati in questi giorni è tremendamente d’attualità.

Ad indagare sono gli agenti della Polfer, la Polizia ferroviaria messinese, guidata dalla dott. Alessandra Oliverio, e quelli della sezione minorile della Squadra mobile, sotto il coordinamento della dirigente Rosaria Di Blasi. Gli investigatori stanno sondando anche la pista relativa all’eventualità di un’adesione a qualcuno dei giochi pericolosi, per esempio il famigerato Blue Whale, che negli ultimi tempi circolano nei social network. Ieri pomeriggio la tredicenne era uscita di casa per recarsi in una palestra che si trova vicino alla sua abitazione. Da lì non è più tornata. I genitori l’hanno cercata ovunque fino a quando intorno alle 18 si è sentito il forte allarme lanciato dal treno.

Tutti nel piccolo centro di Mili Marina sottolineano però che non solo Serena era una ragazzina felice e piena di vita, ma anche che era seguita con grandissima dedizione da mamma e papà. Certo non mancavano le irrequietezze tipiche della preadolescenza, ma nulla che potesse mai far pensare ad un epilogo del genere, sia esso frutto di una drammatica imprudenza o di un gesto estremo.

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F.B.