Vittime di uno scherzo malvagio: “Leccate i piedi al commesso e vincete 3000 sterline”

Webosource: Metro.co.uk

Una madre ed una figlia sono state costrette con l’inganno a leccare i piedi dei dipendenti di Poundworld, catena di negozi britannica che vende oggettistica di vario genere a prezzi stracciati, dopo essere state cavalcate da questi per tutto il negozio. Le vittime di questa burla sono Pamela Desmond, donna invalida di 54 anni, e la figlia Naomi di 24 anni.

Tutto è cominciato quando i commessi del negozio hanno detto loro che avrebbero potuto vincere 3000 sterline se solo si fossero sottoposte ad una serie di prove umilianti. Le donne hanno creduto alla possibilità di vittoria, ma non hanno ricevuto nulla in cambio ed ora, umiliate e schernite, ribollono di rabbia e si apprestano ad intentare causa al negozio.

Lo scherzo, però, non è stata un idea dei dipendenti, bensì di un anonimo burlone che si è finto il direttore di una associazione benefica irlandese. L’uomo ha convinto la manager che erano stati scelti per una sessione di training di squadra che prevedeva la partecipazione di due clienti. Malauguratamente nel negozio erano presenti solo Pamela e Naomi che sono state coinvolte loro malgrado in uno scherzo di cattivo gusto.

I dipendenti, anche loro vittime della burla (e probabilmente di un limitata acutezza), hanno quindi fatto distendere le clienti sul pavimento, hanno legato una corda attorno alle loro orecchie, gettato un secchio di acqua addosso, e cavalcato le malcapitate completando l’umiliazione costringendole a leccare i loro piedi.

Dopo un ora e mezza di torture, le due donne sono uscite frastornate dal negozio ed hanno deciso di tornare dentro per chiedere spiegazioni, ma al loro ritorno il piccolo esercizio di Barnstaple, nel Devon era chiuso. Le due donne hanno compreso che si era trattato di uno scherzo e si sono sentite umiliate, quindi ora minacciano una denuncia nei confronti della catena, queste le parole di Pamela a ‘Metro.co.uk’: “All’inizio è stato divertente… ma dopo un po’ ci siamo sentite in imbarazzo. Credevamo sinceramente che fosse una cosa seria. Io sono anche invalida, per cui è stato ancora più umiliante. E chi ha telefonato lo sapeva”.

La catena si è scusata ufficialmente con le due clienti ed ha offerto loro un indennizzo di 200 sterline da spendere nel loro negozio, ma le due donne non sono intenzionate ad accettare e chiedono una cifra molto più alta per il danno morale subito.

Webosource:Metro.co.uk