Teresa e Trifone, l’analisi del Ris può cambiare tutto

Teresa Trifone
Teresa e Trifone (foto dal web)

Clamorosa novità nel corso del processo per l’omicidio della coppia di fidanzati di Pordenone, Teresa Costanza e Trifone Ragone. Il biologo forense Vincenzo Agostini, consulente della difesa di Giosuè Ruotolo, il 27enne di Somma Vesuviana imputato del duplice delitto nel parcheggio del palasport di Pordenone e in carcere da oltre un anno per questo motivo, è sicuro di aver trovato l’elemento che scagionerà il suo assistito. Si tratta delle tracce di Dna, attualmente ignoto, individuato dal Ris di Parma nel bossolo recuperato nell’auto delle vittime, tra la leva del cambio e il sedile del guidatore.

Secondo Agostini quel Dna potrebbe appartenere ad una donna. Un elemento che avvalorerebbe la tesi secondo la quale a sparare ai due fidanzati sia stata una ex di Trifone. «Sappiamo che Trifone aveva molte relazioni aperte – ha spiegato l’avvocato Roberto Rigoni Stern a fine udienza – Il teste Stefano Protani un’ora dopo il delitto ha riferito di aver visto a bordo dell’Audi una donna, lo ha detto in modo chiaro. Ammesso che questa versione sia verosimile, potrebbero aprirsi altri scenari. Se il Dna, seppur con componente minoritaria, fosse riconducibile a Ruotolo, non saremmo qui a discutere”.

Secondo i Carabinieri del Ris quella traccia esigua di Dna misto a quello di Trifone si era degradata per via delle alte temperature raggiunte al momento dello sparo, ma può essere comunque utilizzabile per le analisi e le comparazioni. In base ai primi risultato è stato escluso che possa appartenere a Ruotolo e nemmeno a Teresa Costanza. Esclusi anche dalla lista i 34 tra inquirenti e operatori del 118 presenti sulla scena del crimine la sera del 17 marzo 2015 e i 9 sospettati iniziali. Resta dunque il grande interrogativo: di chi erano quelle tracce biologiche sul bossolo che ha ucciso Teresa e Trifone?

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F.B.