Donna uccisa sulla tomba del marito: clamorosa svolta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:34

Tre anni e mezzo fa, Maria Concetta Velardi, 59 anni, era stata uccisa nel cimitero di Catania, dove si era recata per una visita alla tomba di famiglia. Era il 7 gennaio del 2014. Ora, a distanza di tutto questo tempo, la polizia di Stato ha arrestato il figlio Angelo Fabio Matà per omicidio aggravato. Ad inchiodarlo è stato il suo dna, trovato sulle tracce biologiche rilevate sul luogo del delitto. Dissidi familiari tra madre e figlio, sarebbe questo il movente dell’omicidio.

La donna era stata trovata con la testa fracassata da un grosso masso di pietra lavica non distante dalla cappella di famiglia. Ed era stato proprio il figlio a denunciarne il ritrovamento. Egli spostò la grossa pietra, sporcandosi le mani di sangue, e chiese aiuto a un custode, che avvisò la polizia. Agli investigatori disse che intorno alle 17 era andato a prendere un caffè al bar e che quando era tornato aveva trovato la madre per terra uccisa fuori dalla cappella. L’ipotesi di una rapina fu da subito esclusa perché la donna aveva indosso una collana e un suo bracciale fu trovato vicino al masso. La vedova era peraltro abitudinaria e si recava tutti i giorni al cimitero per pregare e pulire la cappella della famiglia Matà, dove sono tumulati anche suo marito Angelo e suo figlio Lorenzo, morto nel 2009 anni fa per un male incurabile. Il figlio, per il quale le indagini si erano subito indirizzate, è stato indagato assieme ad altre quattro persone, poi uscite dall’inchiesta: due presunti ‘spasimanti’ della vedova e una coppia di romeni che frequentava il cimitero. Ma alla fine, tre anni e mezzo dopo, la vicenda si è conclusa con l’arresto proprio del figlio.

M.O.

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