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Valentina Ventura, 34 anni, ha confessato tutto nel corso della notte davanti al procuratore capo della procura di Ivrea Giuseppe Ferrando e ai Carabinieri che da 24 ore cercavano di risolvere questo caso: “Sì, sono io la donna che cercate. Sono io la mamma del neonato abbandonato e poi morto“. Tutto era iniziato ieri mattina quando un netturbino aveva trovato nudo sull’asfalto di via Turati, a Settimo, nell’hinterland di Torino, un neonato che aveva poche ore di vita. La disperata corsa all’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino si era rivelata drammaticamente inutile: il piccolo che era avvolto in un asciugamano sporco di sangue è morto dopo pochi minuti a causa delle ferite gravi che aveva in diverse parti del corpo.

Ora tutto si è chiarito. La donna, che fino a pochi mesi fa lavorava come barista, ha lanciato il bimbo appena partorito con ancora il cordone ombelicale attaccato dal secondo piano della casa in cui viveva con il convivente.

I Carabinieri avevano intuito il possibile sviluppo della vicenda già ieri sera e per questo motivo avevano portato in procura a Ivrea Valentina Ventura. Lei all’inizio negava ogni addebito, ma il sopralluogo nell’alloggio in cui abita dà ulteriori conferme agli inquirenti. Il nome della donna era uscito dal dialogo con la gente del quartiere che aveva spiegato come nelle scorse settimane molti avessero chiesto alla donna se non fosse incinta. Lei aveva sempre negato sostenendo che fosse solo gonfiore di pancia”: Anche il padre della donna era all’oscuro della presunta gravidanza: “Con mia figlia ci parliamo poco”. Secondo alcune testimonianze ieri mattina la donna si era affacciata al balcone di via Turati, richiamata dal trambusto di telecamere e fotografi. Poi, qualche minuto dopo, era uscita di casa, senza tradire alcuna emozione.

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F.B.