Felice Lisi (foto dal web)

Proseguono le indagini sulla morte di Felice Lisi, classe 1993, che secondo gli inquirenti sarebbe stato ucciso dalla compagna, Pamela Celani, al termine di una violenta lite. Il corpo senza vita del giovane è stato rinvenuto in via Guardaluna, zona al confine con il comune di Strangolagalli,nei pressi della centrale elettrica del lago di Isoletta. Tra le prime certezze degli inquirenti è che la coltellata fatale, quella che l’ha ucciso, gli è stata inferta tra il collo e il costato. A dare l’allarme, nella tarda mattinata di ieri, era stata proprio la fidanzata, che aveva chiesto aiuto a una vicina di casa, spiegando che il giovane si era procurato dei tagli sul corpo e che era agonizzante a terra.

La giovane è per ora l’unica indagata ed è stata arrestata per omicidio volontario, ma sulle indagini riguardo quanto avvenuto in quella casa gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Le ipotesi sono almeno tre: quella di una lite finita male, un gesto di autolesionismo di Felice Lisi oppure una terza persona che è entrata in casa e ha aggredito il 24enne. La ventisettenne è stata trovata dagli uomini dell’Arma in stato confusionale. Dopo le prime cure è stata accompagnata con un’ambulanza all’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone, dove è tuttora piantonata. Dal suo interrogatorio potrebbero emergere elementi determinanti per capire quando accaduto.

Intanto, una delle certezze di questa tragedia è che si è consumata in un contesto di marginalità: la coppia viveva in uno stato di profondo disagio sociale dovuto principalmente all’assunzione di droga. La loro abitazione, dove ieri pomeriggio è arrivato anche il pm, la dottoressa Rita Caracuzzo, era in realtà un rudere, che nei giorni scorsi era stato visitato dal sindaco di Ceprano, Marco Galli. Questi, insieme ai vigili urbani, aveva provato a far mettere i sigilli a quell’abitazione, senza senza corrente né acqua, cercando di convincere il magistrato sulla necessità che Felice Lisi e la compagna fossero trasferiti in una comunità di recupero. Ora l’abitazione è stata posta sotto sequestro, ma visto quanto accaduto si tratta di un intervento tardivo. Delle indagini si occupano i carabinieri della stazione di Ceprano, della Compagnia di Pontecorvo e i colleghi del Nucleo investigativo di Frosinone, con il tenente colonnello Andrea Gavazzi, giunti ieri sul luogo della tragedia.

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GM