“Riina è ancora il capo di Cosa Nostra”

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Sulla vicenda della possibile scarcerazione di Totò Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra, sono intervenuti in molti. L’ultima in ordine di tempo era stata Rita Dalla Chiesa, indignata al solo fatto che si possa paventare un’ipotesi del genere. Oggi ha parlato una delle voci attualmente più autorevoli sull’argomento, il presidente del Senato Pietro Grasso, ex magistrato in prima linea per anni nella lotta alla Mafia.

Ecco le sue importanti parole affidate ai microfoni di Radio 24: “Mi sono trattenuto dall’intervenire sul tema perché ho delle ragioni personali con Riina: lui aveva progettato un attentato nei miei confronti. Dopo Falcone e Borsellino, e accantonati gli attentati contro i politici, Riina aveva detto a Brusca: ‘Ci vorrebbe un altro colpettino’ per riavviare una trattativa che probabilmente languiva e quel ‘colpettino’ ero io. Poi, per l’arresto di Riina, per il sistema di sicurezza di una banca vicina che avrebbe potuto interferire sull’elettronica dei telecomandi e per il cambio di strategia che si spostò dagli attentati dalle persone ai monumenti l’attentato contro di me non ci fu. E nel corso delle indagini uscì fuori anche che era stato progettato il sequestro di mio figlio. Se ne sarebbe dovuto occupare Brusca e un altro esponente della mafia locale”.

Dopo il ricordo terribile di quel che poteva essere, Grasso torna sull’attualità: “”Secondo le nostre leggi e secondo la Costituzione la carcerazione deve essere dignitosa. E io ritengo che siano adottate tutte le misure idonee per poter rendere dignitosa la carcerazione di Riina, naturalmente questo deve essere dimostrato ai giudici che dovranno decidere, in modo tale che si possa garantire ancora il 41 bis. Non dobbiamo dimenticare che Riina è ancora il capo di Cosa Nostra. Riina potrebbe ottenere la cessazione delle misure facendoci sapere chi erano queste persone importanti che lo hanno contattato prima di fare delle stragi”.

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F.B.