Si traveste da donna islamica, poi violenta e uccide un bimbo

La piccola vittima insieme a suo padre (Facebook)

Un omicidio efferato preceduto da una violenza sessuale inaudita. Il tutto ai danni di un bambino di soli 11 anni, il povero Azan Majid Janjua. Il piccolo, di madre russa e padre pachistano, si era recato nel pomeriggio in una moschea di Abu Dhabi. Qui, dopo le preghiere, è stato rapito da un uomo che si era travestito da donna indossando il tradizionale burqa. L’assalitore aveva un piano ben definito in testa. Sapeva che il bambino non avrebbe mai rivolto la parola ad un uomo sconosciuto senza l’autorizzazione della famiglia, mentre si sarebbe fidato di una donna.

Una volta adescato con questo stratagemma l’uomo lo ha portato in un luogo appartato. Qui lo ha violentato sessualmente e poi lo ha ucciso strangolandolo con una corda. Il maggiore Maktoum Al Sharifi della polizia di Abu Dhabi fa sapere che l’uomo ha ammesso tutte le sue colpe spiegando anche il motivo per il quale si era travestito da donna. Il corpo del piccolo, mezzo nudo e devastato, con il suo Corano messo a fianco, era stato trovato sul tetto dello stabile nel quale viveva. A scoprirlo i tecnici dell’aria condizionata che si erano recati sul posto per effettuare alcune riparazioni.

Il padre del piccolo, Majid Janjua di 38 anni, spiega: “Mio figlio era andato in mosche con il suo Corano per pregare. Sono sotto choc per l’accaduto. Quando mi hanno chiamato per dirmi del ritrovamento non potevo credere si trattasse proprio di mio figlio”. L’assassino, che conosceva da tempo la famiglia del bimbo, è stato arrestato 48 ore dopo l’omicidio.

F.B.