L’inquilina “dimentica” di fare le pulizie di casa: massacrata a martellate

(Websource / Sun)

Ha preso a martellate l’inquilina di una sua amica, colpendola violentemente e ripetutamente alla testa, e l’ha buttata giù dalle scale per “punirla” in quanto “non teneva la casa in ordine”. Kimberley Fisher, 32enne di Bolton, in Inghilterra, ha provocato alla sua vittima ferite così gravi e profonde che il giudice incaricato del “caso” ha deciso di non mostrare le relative foto in aula. La poveretta, che risponde al nome di Natalie Smith e ha 31 anni, ha riportato importanti fratture al volto e, soprattutto, un trauma psicologico che ancora fatica a superare.

L'”incidente” risale allo scorso 16 novembre. La padrona di casa, Tracey Williams, era uscita con l’amica Kimberley per sbrigare una commissione e si aspettava di trovare al suo ritorno la casa linda e pinta. Così non è stato. Allora è scattata la brutale “punizione”. E se l’esecutrice materiale, per così dire, è stata Kimberley, Tracey non si è peritata di “incoraggiarla” durante la mattanza. Mentre la vittima chiedeva aiuto, infatti, è stata proprio lei a dirle: “ben ti sta”, aggiungendo: “Aiutarti? F…..i e crepa, t…a – te lo meriti”. La poveretta, tutta sanguinante, è riuscita a scappare da quella casa ed è poi stramazzata a terra nel giardino di un vicino. Quindi, allertati i soccorsi, è stata trasportata in ospedale, dove è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico d’emergenza per le gravissime ferite riportate alla testa e agli occhi.

“Soffro di dolori atroci a causa di quell’aggressione – ha raccontato Smith in una dichiarazione ufficiale alla Polizia – . Non riesco a dormire, sono tormentata dagli incubi e soffro di attacchi d’ansia. Ho perso tutti i miei amici e non ho più una vita sociale. Mi sento veramente isolata, ogni giorno devo fare i conti con le conseguenze di quell’attacco”. Nel corso del processo alla Bolton Crown Court, nella contea della Greater Manchester, Fisher si è dichiarata colpevole del ferimento intenzionale della vittima ed è stata quindi condannata a 5 anni e 10 mesi di carcere. Williams, 46enne sempre di Bolton, dovrà invece scontare 2 anni e mezzo di reclusione per “atti di violenza illeciti”. L’avvocato di Fisher ha sostenuto, nel tentativo di “giustificarla”, che la sua assistita è stata a sua volta “vittima di violenze domestiche in svariate circostanze”, ma senza riuscire a convincere il magistrato giudicante, Richard Gioserano. “Questo non giustifica le sue azioni – ha detto il giudice – . Né attenua l’episodio di brutale violenza di cui si è resa protagonista”.

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