Il post su Facebook: “Mia moglie ha partorito tra le scimmie” – FOTO

Il post sul gruppo Facebook

Si chiama ‘Pastorizia never dies’ ed è un gruppo seguitissimo su Facebook. Qui nei giorni scorsi è intervenuto un neopapa, tal Gianni Nicholai Ra, che ha postato delle immagini di un reparto maternità, scrivendo: “Ciao pastori e pastorelle. Alla fine quel ceppo di mio figlio lo abbiamo ca…o fuori. C’è solo un c…o di problema, ci siamo trasferiti allo zoo e siamo in stanza con le scimmie. Che dite? Lancio mio figlio fuori dalla finestra del quarto piano per salvarlo o gli faccio fare i 12 vaccini subito a 24 ore dalla nascita?”. Il post è accompagnato da due foto che mostrano come la moglie dell’uomo deve condividere la stanza con una donna di colore.

Sono centinaia i commenti al post, con un corollario di insulti e bestemmie che in queste ore la blogger Selvaggia Lucarelli ha deciso di raccogliere, denunciando: “Nei gruppi fb ne ho vista di m…a, ma questa è particolarmente degna del gruppo che la ospita, quello che ha appena riaperto, il gruppo che “la satira è satira”, “noi facciamo black humor”. Tale Gianni Nicholai, alpino di Ravenna, è in ospedale con la moglie. Gli è nato il primo figlio. (Anzi, come dice lui “sua moglie l’ha ca…o fuori”). Condivide la stanza con una donna di colore che ha appena partorito. Ci sono gli altri figli della donna a dare il benvenuto al fratellino o alla sorellina”.

Selvaggia Lucarelli, peraltro non nuova a questo tipo di denunce, sottolinea: “Lui cosa fa? Nel giorno più importante della sua vita fotografa di nascosto la famiglia dietro di lui e parla di scimmie e zoo e poi getta in pasto la foto ai trogloditi come lui. 5000 like. Leggete i commenti e i suoi ulteriori commenti, che fanno rabbrividire. Spero che si prenda una denuncia dall’ospedale di Ravenna e da quella famiglia, tutta. Per il resto, ripongo sempre meno fiducia nell’umanità”. Selvaggia Lucarelli conclude con un post scriptum: “Mi spiace solo per il bimbo venuto al mondo. Non quello di colore, quello bianco. Spero possa diventare un uomo migliore del padre”.

La reazione di un professore

In molti si schierano con la blogger: “Con i miei alunni ci riserviamo un cantuccio quotidiano di pochi minuti per parlare di queste cose, prima di fare lezione” – scrive ad esempio un professore – “Della subcultura da porcile in cui un giovane oggigiorno si trova immerso – suo malgrado. Con alcuni studenti, che trovano divertenti non pochi post pubblicati su Pastorizia never dies e affini, mi danno l’anima, sbrocco, ribalto la cattedra, alzo la voce. Ma non mi stanco. È una guerra, e va combattuta h 24”. Intanto, il diretto interessato ha negato di essere stato lui a pubblicare quelle foto, sostenendo di essere stato derubato da qualcuno che “ha ben pensato di farmi uno scherzo di pessimo gusto, ovvero pubblicare a mio nome su un gruppo Facebook due delle foto presenti in galleria e condirle con insulti a sfondo razziale di cattivo gusto”.

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GM