Bossetti: “Mia moglie mi tradiva, ho pensato al suicidio”

Bossetti
La moglie di Bossetti (Youtube)

Massimo Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio, si trova in carcere in attesa dell’imminente processo d’appello che inizierà il 30 giugno. Il muratore di Mapello, che ha sempre negato ogni responsabilità nonostante i numerosi indizi e le tante prove a suo carico, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Panorama e si dimostra molto combattivo e pronto alla prova dell’aula: “Sono disposto a rimanere in carcere per il resto dei miei giorni, ma nessuno mi convincerà a confessare un delitto che non ho commesso. Nessuno!”.

Bossetti parla poi dei vari traumi che ha dovuto subire da quando quest’accusa gli è piombata addosso: dalla scoperta di essere figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni (elemento che fece scattare l’arresto) alle voci sui presunti tradimenti di sua moglie. E proprio a proposito di quest’ultime rivela: “Era sabato, il giorno successivo all’udienza in cui la Pm in modo sgarbato e disumano mise al corrente il mondo intero di possibili scappatelle di mia moglie. Il pensiero mi consumava il cervello. Da un momento all’altro è come se si fosse spenta la luce nei miei occhi, un buio totale”.

L’uomo che si trova in carcere da ormai tre anni aggiunge: “Sono tante le persone sconosciute, che dal momento dell’arresto mi hanno dimostrato la loro solidarietà con lettere accorate, affettuose, che sono riuscite ad aprire uno spiraglio di luce nelle mie giornate più buie e disperate. Mi ha ferito scoprire molte cose sulla mia famiglia” – ha detto Bossetti – “Mi ha ferito non poter assistere agli ultimi istanti di vita di mio papà: lui mi voleva accanto e mi è stato disumanamente impedito di esserci. E poi sono stato profondamente ferito con una condanna ingiusta, un ergastolo”.

Pochi giorni fa aveva parlato in tv la mamma di Bossetti che aveva difeso a spada tratta suo figlio: ““Vogliono incastrarlo, non mi ha mai detto bugie e se ha mentito per giustificare il fatto di non essersi presentato in cantiere quando è accaduto il delitto sono certo che sia successo a fin di bene e per altri motivi”.

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F.B.