La denuncia della figlia: “Mio padre derubato dopo l’incidente”

Oreste Giagnotto (foto dal web)

Oreste Giagnotto, 58 anni, è morto un mese fa a Torino a causa di un incidente provocato da un furgone guidato da una giovane rom. Ora la figlia Gemma denuncia al quotidiano ‘Il Giornale’: “Mentre mio papà moriva, lo hanno derubato”. La giovane donna, insieme al fratello Antonio, ha spiegato: “Appena arrivati sul luogo, volevano portarlo via subito e mia madre gli ha toccato le tasche dei pantaloni per recuperare almeno un portamonete a cui lui era molto affezionato. Volevamo per noi alcuni suoi oggetti, invece non c’era nulla”.

Denunciano ancora i figli di Oreste Giagnotto: “Era appena andato via dal Caf in cui aiutava un amico. Come ogni venerdì aveva preso i soldi della cassa. Li aveva di sicuro in tasca, con i documenti e con il portamonete a molla che usava da trent’anni. Ma è tutto sparito. L’hanno derubato, mentre mio padre era agonizzante sull’asfalto, mentre mio padre stava morendo. Le banconote le teneva in tasca con i documenti, ma sono stati trovati soltanto due mazzi di chiavi e il portapastiglie con le medicine che prendeva per il cuore”.

“In mezzo ai soldi di carta, mio padre usava tenere dei biglietti da visita dove annotava numeri o altro: se fossero caduti ne avremmo trovati almeno una decina per terra, invece mancava proprio tutto il blocchetto fatto dei soldi, dei documenti e dei bigliettini”, è la denuncia di Gemma Giagnotto. Nessun sospetto preciso, ma la ragazza ha comunque deciso di rendere pubblico quanto accaduto: “Abbiamo chiesto a tutte le autorità se avevano preso loro qualcosa, ma assicurano di non aver toccato nulla. In fondo il resto della roba era al proprio posto”. Intanto è partita la denuncia: “Sono state fatte delle indagini, ma nulla è comparso. Il funzionario di polizia che ci ha richiamati era interdetto da quando accaduto, quasi mortificato”.

In base a quanto ricostruito, Oreste Giagnotto era in sella alla sua motocicletta lungo la strada Aeroporto che collega il capoluogo piemontese a Borgaro, quando un furgone bianco ha fatto inversione a U travolgendolo. La 21enne rom che era alla guida del mezzo scappa, lascia l’uomo agonizzante sull’asfalto. Rintracciata, viene arrestata su disposizione del gip poiché ha dimostrato “intolleranza alle leggi” e di essere “spregiudicata nel porre in essere tali comportamenti”, manifestando “freddezza e indifferenza subito dopo l’incidente”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Riesame: “Qualora fosse posta nelle condizioni di tornare in libertà, ricadrebbe nel reato”. E i figli di Oreste Giagnotto vogliono che quanto accaduto al padre venga classificato come “assassinio”.

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GM