Giulia vince la sua battaglia per un cuore nuovo

Giulia Bazzichi
Giulia Bazzichi (Websource)

Aveva fatto molto discutere e riflettere la vicenda di Giulia Bazzichi, una 25enne bisognosa di un trapianto di cuore che ha raccontato la sua storia pubblicamente per sensibilizzare tutti, istituzioni comprese, su un tema molto delicato. “Fin dall’infanzia ho dovuto fare i conti con il mio cuore: non prendere parte a giochi troppo faticosi, rinunciare alle ore di educazione fisica. Finché a 14 anni si è reso necessario l’impianto di un defibrillatore per scongiurare il rischio di morte cardiaca improvvisa – spiega Giulia -. Il cuore però continuava a dilatarsi e ho iniziato a soffrire di fibrillazioni sempre più gravi”.

I medici a quel punto le spiegano che il trapianto di cuore non è più rimandabile e cos’ nell’aprile 2016 Giulia viene inserita nelle liste d’attesa, ma il cuore che le serve non arriva mai: “Vivevo come sospesa in un limbo; vedevo i miei coetanei che finiti gli studi iniziavano a lavorare, mentre io troppo spesso non trovavo le forze per fare nulla. Inoltre, il rischio di una fibrillazione improvvisa limitava la mia autonomia: e se la prossima fosse arrivata mentre ero alla guida?”.

Giulia, nell’attesa, ha tempo di informarsi sulla donazione organi e si chiede come mai nel nostro Paese non esista il silenzio assenso anche in questo campo. Per cambiare le cose la giovane lancia una petizione su change.org indirizzata al ministro Beatrice Lorenzin e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La richiesta è quella “di introdurre l’inserimento automatico, nella lista dei possibili donatori, di tutti i cittadini italiani maggiorenni, dando comunque la possibilità a chiunque fosse contrario di manifestare la propria volontà a non essere un donatore di organi”. “Emotivamente, il momento del decesso è il peggiore per chiedere ai parenti di firmare la dichiarazione con cui si autorizza la donazione degli organi del proprio caro – spiega Giulia-.

Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, aggiunge: “Ad oggi nel nostro paese la trasparenza e la libertà di scelta stanno determinando buoni risultati. L’inserimento automatico nelle liste dei donatori sarebbe vissuto da una parte della popolazione come una sorta di coercizione mentre l’esperienza ci insegna che va data alla persona la possibilità di prendere una decisione consapevole sulla donazione dei propri organi o, in assenza, di lasciare ai familiari il diritto di opporsi al prelievo, come la nostra norma prevede. Per quanto riguarda il silenzio-assenso invece si può dire che non è stato attuabile per le particolari modalità previste. A conferma della validità del sistema attuale va ricordato che la percentuale dei cittadini che si oppongono alle donazioni è in significativa diminuzione e a livello europeo ci vede al secondo posto dietro la Spagna”.

Alla fine il cuore per Giulia è stato trovato e la ragazza ha subito il tanto atteso trapianto. “Per scongiurare il rischio di un rigetto, le mie difese immunitarie sono mantenute volutamente basse perciò giro sempre con guanti e mascherina. Inoltre sono quotidianamente sotto osservazione: biopsie del cuore, controlli di reni, fegato…” spiega Giulia. I primi tre mesi sono i più delicati, ma i medici si dimostrano piuttosto fiduciosi.

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F.B.