Grenfell Tower: telefonate, sms e post sui social delle vittime

Rania Ibrham (Websource / Mirror)

Non è ancora possibile fare una conta totale delle vittime causate dal rogo della Grenfell Tower. Su internet, tra un appello e un tentativo di mettersi in contatto con i propri cari, circolano da ore i messaggi, le telefonate e i post sui social network di alcune delle persone rimaste bloccate all’interno del grattacielo.

Zainab Dean viveva al 14° piano del grattacielo insieme al figlio di due anni, Jeremiah. Durante il rogo ha telefonato al fratello 47enne Francis, che ha raccontato l’accaduto: “Mia sorella mi ha chiamato dicendomi che c’era un incendio nella torre. Le ho detto di andarsene usando le scale ma mi ha risposto che le era stato detto di rimanere nel suo appartamento. E’ successo in piena notte e non ho sue notizie da allora. Un pompiere mi ha chiesto il telefono per parlare con lei, poi ad un certo punto me l’ha ripassato e mi ha detto ‘Dille che le vuoi bene’. Ho capito che dovevo pensare al peggio, ma quando ho preso in mano il telefono la linea era caduta e non ho potuto parlarle”. Struggente il racconto del padre di Marco Gottardi, il ragazzo italiano di 27 anni che viveva al 23° piano insieme alla fidanzata, la coetanea Gloria Trevisan. I due sono stati in contatto al telefono fino all’ultimo: “Ha minimizzato la cosa, credo per non farci agitare. L’ultima volta che ci siamo sentiti ci ha detto che l’appartamento era pieno di fumo e la situazione era critica. Poi più niente, speriamo solo in un miracolo”. Alla 1.40 la piccola Jessica Urbano (12 anni) ha chiamato sua madre – una donna delle pulizie di ritorno dal lavoro – dicendole di essere intrappolata in un corridoio al 20° piano. La donna non ha potuto entrare nell’edificio per provare a salvarla. Un piano più sopra, il 21°, Aziz Wl Wahabi era intrappolato con la moglie e i tre figli e parlava al telefono con la sorella Hana, 39 anni, accorsa ai piedi della torre per capire cosa stesse succedendo.

Su Twitter la 22enne Rebecca Ross ha gridato la propria paura prima di riuscire a salvarsi miracolosamente. La giovane non ha però notizie del padre Steve, che aveva provato ad uscire passando per le scale ma aveva dovuto desistere per via del fumo. Tante, tantissime le persone disperse nell’edificio, come l’insegnante di sostegno Nadia Choucair e la sua famiglia: una delle tre figlie ha chiamato la migliore amica dicendole: “Non ce la faremo, ti voglio bene”. L’artista Khadija Saye è rimasta intrappolata al 20° piano con la madre, chiedendo su Facebook le preghiere degli amici. L’ultimo post risale alle 3.00 del mattino, poi il silenzio. Rania Ibraham, madre di due figli, inizialmente ha postato live su Facebook il suo tentativo di fuggire dal suo appartamento all’ultimo piano. Le immagini da lei registrate mostrano l’arrivo delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, oltre alle grida disperate di molte altre persone in cerca di aiuto. Alle 3.00 anche Rania desiste e invia un video su Snapchat ad una amica: “Perdonatemi tutti. Addio”. Anche il 66enne Tony Disson ha chiamato i suoi tre figli per dare loro un ultimo saluto prima di soffocare per via del fumo. Stessa sorte toccata al 57enne Hesham Rahman.

S.L.

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