Costringe il figlio a vivere nella sporcizia “Penserà Dio a noi”

(Archivio/Websource)

E’ stato arrestato con l’accusa di maltrattamento di minore, un padre di trentasei anni, senza lavoro e senza assegno di disoccupazione, che costringeva suo figlio di cinque anni a vivere in condizioni davvero malsane. I due infatti, come scoperto dalla polizia, vivevano in un appartamento ridotto in condizioni disastrose: sporcizia, scarti alimentari ed escrementi di cane rendevano l’ambiente per nulla adatto ad un bambino. Secondo quanto descritto dalla stampa estera l’uomo avrebbe rifiutato l’assegno di sostegno previsto dal governo sostenendo che “Dio avrebbe provveduto a loro”.
L’uomo, finito in queste ore a processo, continua a negare ogni accusa di violenza nei confronti del figlio. E’ stata la sorella del trentaseienne a denunciare la situazione ormai arrivata al limite. “Ho visto come vivevano, il cane era pieno di pulci e lui fumava marijuana in continuazione”, ha dichiarato la donna. Nell’abitazione in cui vi erano solo cibi in scatola congelati e scaduti come alimenti, non sono stati per altro reperiti saponi o prodotti per l’igiene personale.
Tempo fa, dopo aver notato che il bambino si recava spesso in classe sporco ed era continuamente distratto e assonnato, era stata la stessa scuola a lanciare un allarme ai servizi sociali.
BC