Grenfell Tower, il tassista etiope: “Da qui è partito il rogo”

(Websource / archivio)

Il rumour dei giorni scorsi è diventato una certezza. Da una Londra sconvolta dalla tragedia della Grenfell Tower sono arrivate qualche ora fa le parole di Behailu Kebede, il tassista etiope che viveva nell’appartamento al quarto piano dell’ormai famigerato grattacielo, quello dove si è sviluppato l’incendio che ha ucciso almeno 100 persone. “Sono disperato – ha raccontato l’uomo agli amici – perché conoscevo così tanti di quelli che sono morti nell’incendio”. L’allarme sarebbe stato dato dallo stesso Kebede con una telefonata alle 12.54. In sei minuti i vigili sono arrivati sul posto, ma è bastata mezz’ora perché quel palazzo diventasse una pira di fuoco.

“Ha bussato alla mia porta e mi ha detto che c’era un incendio nella sua cucina. Era mezzanotte e 50, me lo ricordo perché mi ha svegliato”, ha raccontato la vicina 41enne di Kebede, che viveva nell’appartamento accanto al suo. “Nella stanza c’era poco fuoco – ha aggiunto – . L’ho visto perché la porta era aperta. Non ha suonato nessun allarme”. Un altro amico ha raccontato che il tassista “ha chiamato la Polizia e ha subito spiegato quello che stava accadendo”. L’incendio, come detto, sarebbe partito da un malfunzionamento del frigorifero di Kebede. E quest’ultimo ora, dicono i suoi confidenti, “non riesce a perdonarsi per quanto accaduto, ma sa che non poteva fare altro. L’unica consolazione per lui è essere riuscito ad avvertire i suoi vicini”. Ma la devastazione e la sofferenza che l’incendio ha lasciato dietro di sé continueranno a tormentarlo per il resto della sua vita.

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EDS