Grenfell Tower, il padre “Marco diceva che non era sicura”

(Archivio/Websource)

A poche ore dall’ufficialità della morte di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due giovani italiani che risultavano nell’incendio alla Grenfell Tower, grattacielo residenziale di ventiquattro piani a North Kensigton, nel cuore di Londra, nella capitale britannica si contano ancora i morti. Gloria e Marco erano architetti e con loro nel palazzo c’erano anche altre tre famiglie italiane. Il padre del giovane aveva già ricordato gli ultimi contatti con suo figlio quella notte e ora che si fanno più vive le polemiche sulle misure di sicurezza, racconta quanto il figlio ventisettenne gli aveva detto circa un mese fa, quando i suoi genitori erano andati a trovarlo a Londra: “Il grattacielo è stato restaurato, ma le norme di sicurezza sono vecchie di trent’anni”, erano state le sue parole al papà Gianni. Secondo quanto emerso nelle ultime ore inoltre, per rivestire la facciata del grattacielo sarebbe stato usato del materiale che rappresentava l’opzione più economica e infiammabile.
“Marco sapeva bene cosa significa restaurare gli stabili”, ha raccontato il padre. “Me lo aveva fatto notare mio figlio”, ha proseguito, “Mi aveva detto che il grattacielo in cui aveva trovato un appartamento in cui vivere non era sicuro. O almeno che le norme che dobbiamo rispettare in Italia sono decisamente più restrittive rispetto all’Inghilterra. Marco lo aveva notato subito. Del resto lo aveva studiato all’università di Venezia, nella quale lo scorso anno si era laureato. A Londra lavorava per uno studio di architetti che si occupano di recuperare vecchi immobili. Marco sapeva bene cosa significa restaurare gli stabili”.
Attualmente il bilancio delle vittime della Grenfell Tower rimane a trenta, ma vi sono ancora cinquantotto dispersi. “Abbiamo lavorato senza fermarci per stabilire quante fossero le persone presenti nella Grenfell Tower quella notte mi dispiace dire che ci sono cinquantotto persone che ci hanno detto erano presenti nella Grenfell Tower quella notte che risultano disperse e quindi con tristezza devo considerarle morte”, ha dichiarato il comandante della Metropolitan police, Stuart Cundy.
BC