Blue Whale, ecco come una ragazza aveva soggiogato una 12enne

(Websource)

Alla fine, nonostante qualcuno sostenga che il Blue Whale non esista affatto e col dubbio che se non se ne fosse parlato certe cose non sarebbero mai accadute, è arrivato il primo arresto italiano per il folle “gioco” inventato in Russia. Si tratta di una ragazza milanese di 20 anni che tramite il web era riuscita a convincere una ragazzina di 12 anni a procurarsi alcuni tagli su braccia e gambe e a inviarle le foto via Instagram. La giovane arrestata è ora accusata di istigazione al suicidio. Su di lei da tempo indagavano gli agenti della polizia postale coordinati dal pubblico ministero Cristian Barilli.

La polizia che da mesi tenta di far luce sul fenomeno Blue Whale in Italia ha sequestrato il computer portatile e lo smartphone della 20enne così come il cellulare della giovanissima vittima. E’ previsto per i prossimi giorni il cosiddetto accertamento irripetibile che dovrà stabilire con certezza il tipo di messaggi inviati, il numero, e se a spedirli sia stata davvero l’indagata. Restano oscure ovviamente al momento del motivazioni che abbiano spinto la 20enne a compiere un crimine così subdolo ai danni di una ragazzina evidentemente facilmente soggiogabile. Voglia di emulare un fenomeno di cui tutti parlano? L’idea di fare un macabro scherzo? Oppure nella mente della 20enne c’era proprio un piano criminale che voleva portare la povera 12enne al suicidio?

F.B.