Morto in ospedale lo studente Usa scarcerato dalla Corea del Nord

Otto Warmbier (foto dal web)

Non ce l’ha fatta Otto Warmbier, lo studente di 22 anni dell’università della Virginia arrestato a gennaio dello scorso anno in Corea del Nord per aver tentato di rubare un manifesto di propaganda politica dall’hotel Yanggakdo di Pyonyang in cui alloggiava. Una settimana fa, il giovane di Cincinnati, in Ohio, dopo essere stato scarcerato dal regime, era tornato negli Stati Uniti in coma, in quanto avrebbe contratto il botulismo, una malattia paralizzante causata da una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum, poi gli sarebbe stato somministrato un calmante e il ragazzo non ha più ripreso conoscenza.

La famiglia di Otto Warmbier ha ringraziato l’ospedale per tutto quello che ha fatto per il ragazzo, ma ha osservato che “sfortunatamente il terribile trattamento di torture ricevuto da nostro figlio per mano dei nordcoreani ha fatto sì che non fosse possibile altro esito di quello triste avvenuto oggi”. Di “regime brutale” ha parlato il presidente Usa Donald Trump dopo aver appreso la notizia. Il rilascio del giovane studente era arrivato in un momento in cui sembrava un po’ attenuarsi la tensione tra Pyongyang e Washington, dopo che nelle scorse settimane la Corea del Nord si è detta pronta a “cancellare dalla faccia della Terra” gli Stati Uniti. “Nostro figlio sta tornando a casa”, aveva annunciato al ‘Washington Post’ Fred Warmbier, padre dello studente. L’uomo poi in diverse occasioni aveva spiegato che il figlio aveva subito torture durante la detenzione, ma l’amministrazione Usa non si era mai pronunciata ufficialmente a tal proposito.

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GM