Addio al “gigante buono” con il cancro al pene: “Non entrava nella TAC”

(Websource / Mirror)

Paul Humphrey non ce l’ha fatta. Il 37enne di Grimsby, in Inghilterra, balzato agli onori delle cronache qualche settimana fa con i suoi 266 kg e rotti di peso ha perso la sua battaglia con il cancro. L’infezione al pene – complice la sua condizione di sovrappeso, che gli ha impedito materialmente di entrare nel macchinario per la tac – gli è stata fatale. L’uomo si è spento tra atroci dolori dopo due anni di malattia, e ora sua madre Linda si dispera, perché quella risonanza magnetica per la quale era “fuori misura” avrebbe potuto salvargli (o per lo meno allungargli un po’) la vita .

A causa della sua obesità, Paul aveva perso poco a poco la mobilità e dopo aver contratto una infezione alla gamba, lo scorso settembre gli era stata diagnosticata una rara forma di cancro del pene. Nel mese di ottobre la sua famiglia aveva ricevuto la devastante notizia che per lui non c’era più nulla da fare. Il cancro è stato scoperto in fase avanzata proprio perché, con le sue “dimensioni”, il 37enne non poteva “entrare” nello “scanner TC”. Quando è entrato in ospedale sfiorava i trecento chili di peso, che poi si sono ridotti di qualche decina di chili, ma non abbastanza per risolvere la situazione.

Una terribile agonia
Lo scorso sabato sera Linda, 58 anni, ha visto morire suo figlio sotto i propri occhi. “Ha sofferto due anni prima che gli fosse diagnosticato il cancro – ricorda oggi con il Sun – . Il suo pene gli sanguinava per ore e ore, ma ci hanno detto che non poteva essere sottoposto ad alcun esame, perché era troppo grasso. Di norma un adulto pesa la metà dei suoi quasi 300 chili, per cui non c’erano macchinari adatti. E’ stato straziante vederlo penare così a lungo”.

“L’amputazione del pene – aggiunge – è stata una cosa terribile per lui, come lo sarebbe per qualsiasi uomo. Ma sapevamo che era necessaria per salvargli la vita e strapparlo a quella grave malattia, e lui è stato molto coraggioso. Nonostante questo, però, le infezioni sono continuate, ed è stata proprio questa la causa della sua morte”. Alla fine Paul era consapevole che sarebbe dovuto morire, ma non si aspettava un trapasso tanto doloroso. “Gridava mentre era agonizzante – ricorda la mamma in conclusione – e le infermiere cercavano di muoverlo per lavarlo. Perdere mio figlio, che per tutti noi era il ‘gigante buono’, è stato tremendo, ma mi consola sapere che ora non soffre più e ha trovato la sua pace”. Su GoFundMe è stata aperta un’apposita pagina dove chi vuole può fare una donazione per le spese del suo funerale.

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EDS