Portogallo in fiamme: pompieri esausti dopo turni massacranti – FOTO

(Facebook)

Impegnati per 24 ore consecutivi per spegnere le fiamme del rogo di divampato a Gois, a circa 20 km da Petroga, in Portogallo, i pompieri crollano esausti. A testimoniarlo, su Facebook, è un vigile del fuoco di Tondela, Pedro Brás, che ha pubblicato una serie di scatti, uno dei quali mostra i suoi colleghi in un momento di ‘relax’: “Dopo un giorno e una notte passati a lottare contro l’incendio forestale a Gois, abbiamo diritto a 25 minuti di riposo, anche se avvolti dal fumo”, sono le sue parole sui social network. Ventiquattro ore di lavoro senza interruzione, nel fumo degli eucalipti in fiamme, per proteggere i villaggi portoghesi minacciati dal grosso incendio degli scorsi giorni.

In Portogallo, il governo ha proclamato tre giorni di lutto nazionale per le 64 vittime del disastro di Pedrogao Grande, avvenuto domenica. Il fronte si è esteso poi a Gois: oltre 1.200 pompieri e nove mezzi aerei sono stati impegnati in questi giorni sul fronte del Pedrogao, nel Portogallo centrale, altri 800 con l’ausilio di quattro Canadair combattono l’incendio di Gois, che il comandante della protezione civile, Vitor Vaz Ointo, ha definito “molto veloce e esplosivo”.

L’immagine, diventata virale, è il simbolo di questi giorni davvero tragici per il Portogallo e tanti sono gli utenti che l’hanno commentata e condivisa: “Poveri uomini, rischiano la vita per un tozzo di pane”, commenta qualcuno. “I giocatori di calcio guadagnano milioni di euro, alloggiano in alberghi a 5 stelle. I nostri vigili del fuoco, che danno la vita per salvare gli altri, si trovano per terra. Vergogna per i nostri leader”, aggiunge un altro utente. Il principale partito di opposizione in Portogallo, il Psd dell’ex premier Passos Coelho, ha chiesto una commissione d’inchiesta indipendente, “svincolata dal potere politico e amministrativo”, soprattutto per cercare di capire le cause della mancata chiusura della statale 236, diventata la ‘strada della morte’: qui infatti sono decedute in pochissimo tempo decine di persone in fuga dall’incendio.

Intanto, sul fronte dell’emergenza, sembra che la situazione stia tornando verso una relativa calma: da lunedì sera, le fiamme sono tenute sotto controllo, anche se i feriti sono oltre duecento. Il comandante della protezione civile Vitor Vaz Pinto ha indicato che circa 30mila ettari sono stati distrutti parzialmente o completamente dal rogo, mentre 23 sono stati i centri abitati che sono stati evacuati.

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GM