Emergenza suicidi in Canada, tre casi negli ultimi mesi

Websource: Thesun.co.uk

Nella comunità di Wapekeka (Canada), un piccolo villaggio abitato da nativi e composto da appena 2000 persone è scattato lo stato di emergenza quando, la scorsa settimana, è stato ravvisato il terzo suicidio di adolescenti dall’inizio dell’anno. A partire da gennaio, infatti, Jolynn Winter, Chantel Fox e Jenera Roundsky (tutti e tre ragazzini di 12 anni) si sono tolti la vita per quello che le autorità pensano che sia un “Patto suicida”.

La polizia pensa che i tre ragazzini facciano parte di una specie di patto che è stato sancito la scorsa estate da un gruppo di studenti. L’ipotesi fa temere per la vita di almeno 40 giovanissimi della comunità, un numero altissimo, in particolar modo per un luogo composto da solamente 2000 abitanti. Intervistato sulla vicenda dalla ‘CBC’,  il capo della comunità Joshua Frogg ha detto: “Non c’era un piano d’assistenza, non c’era un piano di sicurezza per lei” parlando della povera Jenera (ultima tra i ragazzini che si sono suicidati), quindi ha aggiunto: “Eravamo in crisi già in gennaio. Adesso siamo sotto stato di shock, molto, molto tristi”.

Il dolore per la perdita di questi giovani, unito alla paura di un incombente epidemia di suicidi ha posto la comunità in uno stato d’allarme, per questo a fine intervista Frogg aggiunge: “Non abbiamo abbastanza personale per tenere sotto controllo le persone h24, questo le espone ad un rischio altissimo”. Nel tentativo di scongiurare ulteriori tragedie di questo tipo il Sistema Sanitario Canadese ha promesso l’invio di fondi per l’ammontare di 380.000 dollari canadesi per delle iniziative di prevenzione suicidi.

Testimonial di questa campagna sarà Karissa Koostachin, quattordicenne che negli anni passati ha provato diverse volte a suicidarsi e che ora vuole portare la sua esperienza per convincere i coetanei a desistere da questo pernicioso intento. In un intervista rilasciata al quotidiano britannico ‘Mirror’ la ragazza ha detto: “Siamo tutti cresciuti in un contesto in cui bullismo ed intimidazioni sono diffusi e per fuggire da questi problemi i ragazzi si alcolizzano e si drogano. I miei problemi sono peggiorati portandomi a tentare il suicidio diverse volte. Prendevo dello speed. Non ero l’unica, almeno 30 dei miei amici hanno provato a suicidarsi”.

Websource: Daily Mirror.co.uk
Websource: Thesun.co.uk

F.S.