La lite per gelosia, poi le coltellate: muore un 22enne

Manuel Spinelli (Facebook)

Una vita violenta quella di Manuel Spinelli, 22 anni, un giovane rom morto l’altra sera ad Alba Adriatica, sulla costa teramana, all’uscita di un locale del centro. Il ragazzo aveva 13 anni quando restò coinvolto in un caso di omicidio: la notte fra il 9 e 10 agosto 2009 faceva infatti parte del gruppetto di minorenni che prese a pugni e uccise Antonio De Meo, studente universitario di Castel di Lama. Martedì intorno alle 23 invece usciva con altri due suoi amici, anche loro di etnia rom, dalla Taverna Wolf, proprio mentre passava da lì l’albanese Farim Koldashi, nella sua utilitaria e con al suo fianco la nuova fidanzata.

Che guarda caso è proprio la ex di Manuel Spinelli: ci vuole poco per far scatenare il violento litigio, a base di insulti e pugni, finché Koldashi non tira fuori il coltello e assesta due fendenti contro il 22enne: il primo lo colpisce al volto, il secondo è diretto al cuore. Il giovane si accascia a terra e gli altri due rom, tra cui c’è anche il padre di Manuel Spinelli, lo caricano in auto e lo trasportano in ospedale a Giulianova. Nel frattempo, alcuni testimoni chiamano il 118 e i carabinieri di Alba Adriatica. L’ambulanza raggiunge l’auto e carica il ferito all’altezza della rotonda di Tortoreto. Sono momenti frenetici, ma ogni tentativo di salvare la vita al giovane rom risulta vano: il ragazzo muore appena arrivato al pronto soccorso.

Nel frattempo, sul luogo dell’aggressione, arrivano i carabinieri, in primis quelli della compagnia di Alba Adriatica agli ordini del maggiore Emanuele Mazzotta, poi quelli del reparto operativo provinciale agli ordini del capitano Roberto Petroli. L’area viene isolata, vengono fatti i rilievi, si ascoltano i testimoni e si acquisiscono i filmati delle telecamere di sicurezza della taverna Wolf. Il cerchio si chiude in breve tempo: Farim Koldashi, albanese che ormai da anni vive ad Alba e che ha fatto diversi lavori, viene bloccato a Corropoli. Sul volto i segni della collutazione: ha il palato sfondato e gravi traumi tant’è che i carabinieri lo portano alle 6 all’ospedale di Teramo, dove viene piantonato, quindi sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario, come disposto dal sostituto procuratore Davide Rosati.

Nel frattempo, per tutta la notte, l’ospedale viene presidiato dalla comunità rom, che mostra tutta la sua rabbia per il decesso di Manuel Spinelli, il cui corpo è stato poi trasferito all’obitorio dell’ospedale di Teramo, dove l’anatomopatologo Giuseppe Sciarra ha eseguito l’autopsia. Intanto, la mamma di De Meo, Lucia Di Virgilio, dopo aver appreso della morte dell’assassino di suoi figlio, ha spiegato: “Mi hanno telefonato in tanti e si è riacceso il dolore. Ma per noi che non abbiamo avuto giustizia terrena c’è stata la giustizia divina. Ora anche sua madre saprà come abbiamo vissuto noi negli ultimi otto anni. Il Signore ha deciso di far capire loro che cosa significa provare questo dolore”.

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GM