Morto il noto giurista Stefano Rodotà: aveva 84 anni

(foto dal web)

Si è spento il noto giurista Stefano Rodotà, una delle personalità più note della società civile italiana. Aveva 84 anni. Era infatti nato nel 1933 a Cosenza da una famiglia originaria di San Benedetto Ullano, comune della minoranza arbëreshë di Calabria. Dopo aver frequentato il liceo classico Bernardino Telesio nella città natale e successivamente l’università La Sapienza a Roma, conseguendo la laurea in giurisprudenza, con una tesi assegnata da Emilio Betti, era entrato a far parte della squadra di assistenti di Rosario Nicolò, che fu il suo maestro.

Fratello dell’ingegnere Antonio Rodotà e padre della giornalista Maria Laura Rodotà, editorialista del Corriere della Sera, restò sempre molto legato alla Calabria, tant’è che nel 2008 gli venne conferita la cittadinanza onoraria dalla città di Rossano. Da sempre attivo nel panorama politico, dopo essere stato iscritto al Partito Radicale di Mario Pannunzio, rifiuta nel 1976 e nel 1979 la candidatura nel Partito Radicale di Marco Pannella, quindi è eletto deputato nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, diventando membro della Commissione Affari Costituzionali. Dal 1983 al 1992 viene rieletto nelle file della Sinistra Indipendente e successivamente è parlamentare Pci-Pds. Nel 1994 Rodotà decide però di non ricandidarsi, preferendo tornare all’insegnamento universitario.

Ha ricoperto dal 1997 al 2005 il ruolo di Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell’Unione europea. Nel 2013, è poi arrivata la candidatura al Quirinale, appoggiato dal Movimento 5 Stelle (che lo ha proposto dopo una votazione in rete tra i suoi iscritti), da Sinistra Ecologia Libertà e da alcuni parlamentari Pd come Laura Puppato. Non bastò comunque a essere eletto e infatti venne riconfermato per la prima volta nella storia Giorgio Napolitano.
TUTTE LE NEWS DI OGGI

GM