Violentata e uccisa, non c’è giustizia per la piccola Maria

Maria e il suo presunto assassino Daniel (Websource)

Pochi giorni fa l’ennesimo provvedimento della vergogna. Maria Ungureanu, la bimba di 9 anni violentata, uccisa e ritrovata morta nella piscina dell’hotel “Borgo San Manno” a San Salvatore Telesino (Benevento) non ha ancora avuto la giustizia che merita. Infatti al momento nessuno è in carcere per il suo omicidio. Per la terza volta è stata respinta la richiesta di arresto per Daniel Ciocan e sua sorella, accusati dell’omicidio della bimba rumena. Il Riesame ha dato ragione alla consulente della difesa, Ursula Franco, che ha sempre sostenuto l’assenza di prove contro i due indagati. E così Daniel Ciocan, il 21enne rumeno indagato a piede libero per presunto stupro e omicidio, e la sorella 30enne Maria Cristina, sospettata di concorso in omicidio, restano in libertà.

Ora però una testimone potrebbe incastrare definitivamente i sospettati di questo orribile delitto e potrebbe anche coinvolgere nella vicenda i genitori della bambina. La mamma di Maria ha sempre detto detto che la figlia era con lei il pomeriggio dell’omicidio, ma ora una testimone dichiara: “Ricordo che il 19 giugno Maria venne a casa mia e bussò al portone. Quando uscii, mi chiese di mia nipote Linda… Quando Maria venne da me potevano essere le 16”. Quindi sarebbe così smentita la versione della madre e allo stesso tempo quella dei due indagati. La circostanza potrebbe anche trasformare le accuse nei confronti dei genitori della vittima che al momento sono accusati solo di negligenza e di non aver adeguatamente controllato una bambina così piccola.

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F.B.