Grenfell Tower, i timori della Polizia: “Forse non li ritroveremo tutti…”

(Websource / Daily Mail)

“La terribile verità e che forse non riusciremo a trovare tutte le vittime”. Così fanno sapere dalla Polizia di Londra, con riferimento alle operazioni di ricerca e identificazione dei cadaveri della Grenfell Tower. E in ogni caso – aggiungono – i tempi non saranno brevi: potrebbe volerci parecchi mesi per scavare tra le macerie e i detriti del grattacielo londinese andato a fuoco lo scorso 14 giugno. Gli investigatori sono al lavoro, con tutta la fatica – non solo fisica, complice il caldo soffocante, ma anche emotiva – che la cosa comporta. Hanno ascoltato per ore le agghiaccianti telefonate di vittime e testimoni in presa diretta del disastro. E conferma, come già annunciato dalla sovrintendente di Scotland Yard Fiona McCormack, che, preso atto dei “difetti di sicurezza” all’origine dell’incendio, si sta considerando la “pista” dell’omicidio colposo.

Più di 400 persone si trovavano all’interno della Grenfell Tower quando un frigorifero è andato a fuoco e in appena mezz’ora le fiamme si sono propagate a tutti i 24 piani del grattacielo, uccidendo almeno 79 tra uomini, donne e bambini. Con temperature salite, all’apice dell’incendio, fino a 1000° C: di qui il timore che non sia possibile ritrovare e identificare tutte le vittime del disastro. Gli agenti ora impegnati nelle operazioni di perlustrazione e ricerca dicono di aver rimosso tutti i “cadaveri completi” dall’edificio. Ma si pensa che all’interno di quest’ultimo vi siano ancora decine di vittime non riconosciute, e prima che siano individuate tutte, complici le “condizioni estreme” di lavoro, passeranno probabilmente diversi mesi. E’ difficile che l’operazione si chiuda prima del 2018.

“E’ impossibile capire cosa sia successo quella sera – dice McCormack – senza prendere coscienza della reale tragedia e del costo in termini di vite umane di questo terribile, terribile incidente”. “Abbiamo anche ascoltato oltre 600 chiamate al numero d’emergenza, il 999 – aggiunge – per capire la dinamica degli eventi. Alcune di queste durano più di un’ora, e ognuna racconta una storia straziante”. McCormack sottolinea che “le condizioni di lavoro per quelle squadre sono difficili e stressanti. Ho parlato di persona con gli operatori coinvolti e capisco la loro determinazione a restituire i cadaveri delle vittime dell’incendio ai loro familiari e ai loro cari”. E difatti “le travagliate ricerche vano avanti. Useremo diverse tecniche di identificazione, ricorrendo se e dove necessario a rilievi di massima precisione”. “La prossima settimana – conclude McCormack – installeremo un ascensore esterno all’edificio per facilitare le operazioni di recupero. faremo tutto il possibile, con la massima sensibilità e dignità”.

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EDS