Lorenzin sotto accusa “Vuole usare i nostri figli come cavie”

(Emmanuel
Dunand/Getty Images)

E’ pesante l’accusa lanciata in queste ore al ministro Beatrice Lorenzin dalla giornalista  freelance Patrizia Miotti. Il video girato e postato sui social dalla Miotti e corredato da un suo commento ha avuto quasi 80 mila visualizzazioni ed è stato condiviso da molti genitori. Ciò contro cui si scaglia la giornalista è il decreto sull’obbligatorietà dei vaccini. Nei giorni scorsi il ministro ha infatti dichiarato che il decreto è basato su motivazioni scientifiche ed è quindi stato stilato dalle autorità scientifiche. Mentre a tal proposito la Miotti sostiene che “non esistono studi scientifici al mondo” sugli effetti di dodici vaccini somministrati a un neonato, tant’è che in nessuno Stato viene imposta tale quantità. “I bambini italiani saranno soltanto delle cavie”, se non saranno fatti i dovuti accertamenti. Guardando i bugiardini dei vaccini comuni si possono leggere gli effetti collaterali sulla salute dei bambini, come sclerosi multipla, paralisi facciale, meningite e attacchi epilettici. Basta andare sul sito dell’AIFA per leggere però che per analizzare i rischi e i benefici di un farmaco occorrono dai sette ai dieci anni e gli studi sono a carico del proprietario del farmaco.
Porgendo le condoglianze alla famiglia del bambino malato di leucemia e morto per le complicanze del morbillo, la Miotti chiede scusa a nome di tutti i giornalisti per la strumentalizzazione della notizia: “Lo stanno facendo per giustificare un decreto”.   Leggendo il bugiardino del vaccino, infatti, si specifica che i vaccinati per un periodo di sei settimane devono evitare il contatto con individui con una ridotta resistenza alle malattie. Anche se i due fratelli del piccolo fossero stati vaccinati, il bimbo avrebbe comunque potuto contrarre la malattia.
A nome di tutte le mamme italiane, secondo la giornalista è giusto avere le prove della costituzionalità di tale decreto.
BC